NON DIMENTICATEVI GLI ESTERNI DI CENTROCAMPO!
Quando lo scorso mese di Aprile mancava ormai poco al termine dell’altalenante stagione 2011/12 del Napoli, non ci sembrò gratuito, bensì doveroso, bocciare l’operato della dirigenza partenopea in sede di mercato, in particolar modo quello invernale, allorquando, nonostante i già deludenti risultati fin lì raggiunti, la suddetta dirigenza fu tutta presa emotivamente dalla forsennata corsa a Eduardo Vargas, forte, bravo, promettente attaccante cileno strappato alla concorrenza di diversi grandi club (che vanto, visto come sono andate poi le cose…), ma si dimenticò di turare le falle a centrocampo ignorando totalmente l’obbligo di rinforzare il reparto con l’acquisto di un quarto mediano e, ancor più, di un quarto esterno. Un rinforzo necessario, proprio quest’ultimo, a garantire maggiore completezza e creare alternative stabili in una zona del campo indubbiamente cruciale per il tipo di gioco di Mazzarri, in quelle fasce laterali che quest’anno per gli azzurri hanno rappresentato più croce che delizia, con un sorprendente Zúñiga, con un Maggio sicuro ma spesso stanco e affaticato, costretto a pagare il dazio di chi sgroppa sulla linea dell’out da 4 ininterrotte annate senza che qualcuno (indovinate chi?) gli dia il tempo di ricaricare le pile, e, infine, con un impalpabile Dossena, ombra di se stesso, brutta ed ectoplasmatica copia dell’ardito e baldo giovine che 12 mesi fa avevamo apprezzato con poche riserve. Dunque, tre soli esterni di centrocampo, due più che validi – con Maggio che però dovrà anche recuperare dalla sfacchinata di Polonia e Ucraina – e un terzo che, per quanto ci riguarda e alla luce di certi rumours di mercato, può anche fare le valigie e togliere l’incomodo: una dato di fatto che spiega da solo i problemi con cui il Napoli ha fatto i conti nell’arco dell’intera annata e che dovrebbe spingere chi di dovere ad ovviare al grave disagio tecnico-tattico, più urgente, forse, anche della scelta dell’erede di Lavezzi.
Orbene, a chi affidare le chiavi delle fasce laterali? Siccome poco fa avevamo parlato di Dossena, cominciamo proprio dal lato mancino. Il Colosso (si fa per dire…) di Lodi è dato per partente e per lui si parla di Fiorentina, addirittura di Milan o Roma; ci sembra strano, quantomeno c’incuriosisce, che ci siano squadra di serie A, per di più di un certo nome, interessate alle prestazioni del laterale azzurro, ma, al di là di tale curiosità, ciò che ci preme maggiormente è suggerire soluzioni adatte a colmare il vuoto rimanente a sinistra, con la permanenza del solo Zúñiga, un destrorso costretto a giocare da mancino, e quindi con una falla da turare urgentemente. Il nome che rimbalza ormai da diverso tempo è quello di Aly Cissokho, 24enne esterno sinistro del Lione dotato di possente fisicità, efficace quando difende e bravo anche in fase offensiva; i media francesi, incluso l’autorevole Équipe, hanno ritenuto l’affare fattibile e più volte prossimo alla conclusione, anche se le parti sembrano ancora lontane, specie perché il club del Rodano ha ufficialmente fissato il prezzo del cartellino a 11 milioni di Euro. Tuttavia per la sinistra non c’è solo lui: ci sarebbe, ad esempio, Filipe Luís dell’Atlético Madrid (1985), visonato da Bigon nella finale di Europa League vinta dai ‘Colchoneros’ sull’Athletic Bilbao, reduce da una brutta frattura alla gamba rimediata due anni fa che ha frenato le sue prestazioni, non impedendogli di rimanere comunque un fluidificante abbastanza veloce, duttile al punto da saper pure giocare in difesa; addirittura dall’Inghilterra è spuntata la voce che vorrebbe il Napoli interessato a Leighton Baines dell’Everton, abile nel tiro da fuori ma valutato dai ‘Toffees’ intorno alla ragguardevole cifra di circa 25 milioni di Euro; in Italia, invece, si è parlato dell’atalantino Federico Peluso, che nel giro di poco tempo si è trasformato da difensore puro, talvolta schierato finanche come centrale, ad autore di non disprezzabili sortite in attacco concluse con pericolosi traversoni in area, senza dimenticarci, dulcis in fundo, di Pablo Armero, esploso definitivamente nell’Udinese, potenza, fisicità, rapidità e duttilità tattica simili a quelle di Cissokho, uno dei calciatori indubbiamente più veloci del nostro campionato. Nomi tutti interessanti, quindi. Una cosa è certa, però: chiunque verrà, dovrà giocarsi il posto con Zúñiga, divenuto ormai pilastro inamovibile del centrocampo partenopeo e ritenuto da Mazzarri, in maniera non del tutto peregrina, un ‘titolarissimo’. E a destra? Maggio è una sicurezza, ragion per cui occorre trovare chi ne faccia le veci quando il vicentino riprende fiato. Uno di questi potrebbe essere, per esempio, Juan Cuadrado: anch’egli di proprietà dell’Udinese, girato in prestito al Lecce dove ha avuto modo di mettersi in mostra malgrado l’esito infausto della stagione salentina, il connazionale di Zúñiga è eccezionale soprattutto nel dribbling e quando punta l’uomo, ma manca di lucidità sotto porta e pecca in fase difensiva. Venisse in riva al Golfo, non potrebbe che essere riserva, almeno all’inizio, di Superbike, data anche l’età non ancora matura (24 anni), sebbene le possibilità di divenire pedina fissa in un eventuale ‘Napoli 2’ ci siano tutte; potrebbe non valere lo stesso discorso, al contrario, per il Nazionale Svizzero Tranquillo Barnetta: si è pensato a lui, ma, vista la sua esperienza internazionale in club che si chiama Bayer Leverkusen, sarebbe quasi impossibile che venga a Napoli solo a scaldare la panca e mettersi a ammirare Maggio correre al suo posto, con tutto il rispetto per l’azzurro. Torniamo, però, un attimo alla fascia sinistra. Come dicevamo prima, Zúñiga sembra destinato a rappresentare una della basi da cui ripartire già dal precampionato; pertanto, visto e considerato che non tutti i calciatori nominati in precedenza sarebbero disposti ad abbassarsi a mere riserve del sudamericano, soprattutto perché hanno le carte in regola per essere titolari a tutti gli effetti, perché non pensare altresì a un vice-Zúñiga e puntare, per esempio, sul redivivo Luigi Vitale? Bistrattato dall’umile Walter e reduce da un anno tormentato a Bologna, l’esterno stabiese, sui cui Reja scommise senza paura, spesso azzeccandoci, forse non garantirà la stessa rapidità dell’ex senese, ma in quanto a visione di gioco e tecnica non è mai stato da buttare e, soprattutto, in fase difensiva è rognoso abbastanza da poter rivelarsi utile in determinati match, o in determinate situazioni, nelle quali bisogna riporre il fioretto e mettere mano alla spada. E’ vero che il mister, fidandosi dei soliti noti, ignora i ‘non-titolari’, figurarsi quelli che già in passato non hanno avuto molto spazio, ma un pensierino sull’incompreso Gigi lo potrebbe anche fare; così come, allo stesso modo (e perdonateci se lo ripetiamo per l’ennesima volta) potrebbe fare un pensierino all’idea di non incaponirsi sul suo sempiterno 3-5-2 e studiare schemi alternativi che prevedano l’utilizzo in linea mediana di esterni offensivi cui spetta lanciarsi all’attacco e basta, lasciando ai loro ‘colleghi’ nati difensori il compito di fare legna lì dietro. Simili soluzioni impedirebbero alla dirigenza affanni nell’accaparrarsi le prestazioni dei giocatori sopracitati. Ma se il caro mister resta integralista fino all’osso, ben vengano allora questi valenti interpreti.
