SUPERQUAGLIA NIGHT LIVE
Come ampiamente da pronostico, il Napoli archivia la pratica Livorno portando a casa i primi tre punti stagionali. Un po’ fuori copione sono forse gli eccessivi patemi sofferti nella ripresa, quando quella che può considerarsi una delle squadre meno dotate di tutta la serie A ha un moto d’orgoglio e si riporta sotto. Fortunatamente non basta e Donadoni può dormire sonni relativamente tranquilli: una battuta d’arresto in una gara del genere, con la sosta alle porte, avrebbe significato vivere due settimane abbastanza tormentate.
Era il più atteso di tutti e di certo non ha tradito la platea. Alla sua “prima” al San Paolo va in scena la Quagliarella-night, lo one man show che neanche il più ottimista dei partenopei avrebbe potuto immaginare. Super Fabio mostra già al minuto 2 quali sono le sue intenzioni, con quel missile fantascientifico che per qualche centimetro non fa cadere giù lo stadio. Il resto è accademia, con due reti da opportunista d’area di rigore, quelle che a lui sembrano proprio non piacere. Probabilmente avrebbe barattato volentieri la doppietta con l’eurogol, e altrettanto probabilmente non è l’unico a pensarla così, visto lo scarto finale che anche con una sola rete avrebbe garantito ugualmente la vittoria. Ma Quagliarella a parte si è visto nuovamente un primo tempo da applausi, con tutta la squadra compatta a spingere verso un unico obiettivo, castigare il malcapitato De Lucia. Cigarini è intelligenza tattica allo stato puro così come Campagnaro è l’incarnazione stessa della potenza; se il primo non calasse vistosamente alla distanza e il secondo non avesse un paio di amnesie difensive (tipo una diagonale un po’ “allegra” in occasione di un gol fallito da Lucarelli), Marino avrebbe portato a casa due autentici campioni. Se Hamsik, soprattutto ad inizio stagione, non è una novità ma solo una piacevolissima conferma, il resto della squadra regge bene e promette ancora meglio. Il calo visto nel secondo tempo non deve preoccupare, rientra ampiamente nel rodaggio della prima fase di campionato. Questi quindici giorni di break, per chi non dovrà fare tour de force in giro per il mondo con la Nazionale, saranno un’occasione importante per lavorare ancora sulla condizione fisica e per sistemare alcune carenze tecnico-tattiche che sono fisiologiche, al 30 agosto.
Ma l’opportunità più grande la offre l’ultimo giorno di mercato: bisogna intervenire sulle due lacune palesate non certo da oggi, ma fin dall’inizio del ritiro: l’incontrista e l’esterno sinistro. Gargano, bontà sua, ha bisogno di qualche ricambio perché non potrà portare la croce per 38 partite. A sinistra poi è evidente che ci sia bisogno di intervenire. Dàtolo non è niente male ma purtroppo in fase di copertura lascia parecchio a desiderare, Zuniga ha bisogno della fascia destra per sfruttare tutta la sua esplosività, a sinistra sembra quasi che voglia liberarsi quanto prima del pallone. Le falle nella rosa sono soltanto due e gli obiettivi sono fissati, si tratta solo di chiudere le trattative per completare l’opera. Sarebbe un peccato se su una torta che promette così bene mancasse proprio la ciliegina.
