"SE MI LASCI TI CANCELLO”, TANTO C’E’ HIGUAIN

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Proprio come nel film Napoli vive cancella il passato e vive una nuova storia d’amore. Si è insinuato pian piano, si è alimentato con il tempo e nemmeno le cattiverie o le critiche campate in aria lo hanno fermato. Ha scalfito gli animi dei più scettici e pian piano li ha conquistati fino a scalzare chi negli ultimi anni aveva portato in alto il Napoli. Higuain è più forte di Cavani. Lo diciamo senza mezzi termini, senza soffermarci troppo sulla riconoscenza e gli ossequi. Lo sapevamo, ancora prima del suo arrivo a Napoli, che l’unico in grado di far dimenticare quella incredibile macchina da gol uruguagia doveva arrivare da Madrid, doveva essere argentino e doveva essere pagato profumatamente. Ed è arrivato senza smentite, senza tentennare, senza periodi di ambientamento. E’ arrivato e ha iniziato subito ad offrire gran calcio. Gonzalo Higuain sempre di più è il protagonista di questo Napoli. E non lo diciamo solo ora dopo una vittoria roboante, lo abbiamo sempre sostenuto, lo abbiamo sempre difeso e apprezzato anche quando era solo uno “scarto” del Real Madrid. Che abbia la pancia o meno il suo piede e le sue giocate stanno accompagnando la prima annata beniteziana. Sempre presente, imprescindibile, corre, lotta, sgomita, arretra, inventa calcio, realizza gol e assiste i compagni. Siamo davanti ad un giocatore universale, un attaccante in grado di far partire l’azione, rifinirla e concluderla. Non è uomo d’area di rigore è uomo ovunque.

Il centravanti nato a Brest ha messo d’accordo tutti. Il Re Leone Batistuta predilige lui a Cavani, Maradona lo annovera tra i più forti in un mix tra Crespo e Batistuta, Napoli lo ama e Madrid lo rimpiange. Ci sono delle giocate del Pipita in questi 7 mesi azzurri che hanno di fatto messo al tappeto le triplette del Matador Cavani. L’esterno destro tracciato per servire Callejon e punire la Fiorentina, il no-look per innescare il contropiede finalizzato da Mertens contro l’Inter e la capacità di essere decisivo nei match che contano: Arsenal e Roma. Due partite perfette e due gol neanche a volerlo di Gonzalo. Il potenziale offensivo azzurro è tra i migliori in Europa e l’argentino è la benzina che accende il gioco e lo esalta. Lo sa bene anche Jose Callejon che dall’intesa con Higuain si alimenta ad ogni match. Anche ieri uno due nello stretto e De Sanctis miracolosamente a salvare, peccato che dal calcio d’angolo nasca il due a zero. Diego siede in tribuna, Fernandez spizza e Higuain insacca di testa. Argentina chiama Argentina e Higuain non si fa attendere. Obiettivo mondiale e poi lo scudetto, come Diego, così vuole il Pipita e Napoli ci crede ma intanto si affida a lui e a Rafa per puntare in alto per vincere ancora in Coppa Italia e magari in Europa League. Perché i grandi giocatori non si fermano a specchiarsi, non peccano d’egoismo e non fanno la conta dei gol. I grandi giocatori lavorano per la squadra, scendono in campo da leader ma anche da compagno e se questo non vi basta date un occhio ai numeri: al 13 febbraio Higuain ha segnato 19 volte in 32 partite giocate con ben OTTO assist, Cavani di questi tempi alla sua prima stagione azzurra viaggiava a queste cifre ma con più partite giocate e meno assist (5), giocava da solo lì davanti e la squadra era al suo servizio, il Pipita lavora per la squadra, svaria in ogni porzione di campo e crea spazi invitanti per i compagni e a trarne beneficio sono tutti a partire dall’amico Calleti.

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