GARGANO MERITA DI FARE IL CAPITANO, HAMSIK NON SARA’ MAI UN LEADER

Pianetanapoli propone lo scambio della fascia di capitano tra i due cognati, Walter con i fatti dimostra di guidare la squadra e di essere diventato un punto fermo,  Marek sempre piu’ svuotato e depresso non fa che accumulare sostituzioni 

LEADER DI CARTONE Con l’ addio di Pepe Reina tutti noi ci eravamo chiesti chi poteva essere il leader dello spogliatoio ed in campo. Benitez in ritiro aveva designato Hamsik, ma che subito a parole aveva declinato l’invito sostenendo che il leader doveva essere la squadra intera, lo ha poi dimostrato anche con i fatti sommando prestazioni incolori sulla stessa scorta di quelle dello scorso anno. Un capitano che non solo gioca male, che non prende mai la squadra in mano, che non rimprovera i compagni che non protesta mai con l’arbitro.

LEADER VERO La legge del contrappasso familiare ha invece voluto che lo sgradito ai tifosi bassotto di Paysandu arrivato in ritiro in punta di piedi, con la valigia in mano, abbia conquistato con la sua voglia e la sua passione Rafa Benitez e i compagni di squadra. Parliamo chiaramente del cognato di Marek, Walter Gargano diventato insostituibile nello scacchiere di centrocampo del Napoli. Per lui Rafa ha tessuto solo elogi dal primo giorno. Con grande abnegazione si è ritagliato un ruolo importante in campo ed è un riferimento nello spogliatoio. Emblematica la sua grinta in mezzo al campo con cui ringhia sugli avversari, con cui si contrappone all’ arbitro seppure l’altezza lo penalizzi, evidente a Reggio Emilia quando la squadra ha fatto il cerchio per caricarsi fosse lui a parlare alla squadra ed a dare lo start di adrenalina. Un Gargano che nonostante i limiti tecnici che lo portano a sbagliare qualche passaggio per eccessiva frettolosità e mancanza di lucidità, ha dimostrato di avere un bel tiro dalla distanza(ricordiamo il palo colto ad Udine) e di essere bravo anche a fornire gli assist ai compagni come nel caso di Callejon con il Palermo. Di sicuro non sarà un mostro nel tenere la posizione ed è spesso disordinato, ma nulla  a che vedere con il Behrami andato via senza rimpianti. Le classifiche di rendimento lo hanno incoronato, Benitez o dopo ogni partita non fa altro che fargli i complimenti, soprattutto perché ha dimostrato l’attaccamento alla maglia rinunciando a proposte di squadre straniere e saltando anche una convocazione della nazionale, Lui e non certo il pavido cognato merita la fascia di capitano del Napoli.

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