NAPOLI, FUORI IL CARATTERE!

Milano da bere? Non è esattamente così per la “rumba de’ scugnizzi” guidata da Edy Reja. Ogni qualvolta ci si appropinqua alle guglie del Duomo, l’ardore e la sfrontatezza dei giovani azzurri quasi scompare nella nebbia padana. Come peraltro verificatosi nella scorsa stagione, la Lombardia si rivela terra decisamente infeconda. Incontrovertibili i risultati: due sconfitte rimediate contro Milan(1-0) ed Inter(2-1). Nel bel mezzo il 3-1 patito a Bergamo. Tonfi che hanno palesato appieno i limiti caratteriali del “Giovine Napoli”. Un collettivo affetto da una sorta di sudditanza psicologica nei confronti dei campioni avversari, quasi dal timore di ledere le maestà di autentici divinità del pallone quali Ibrahimovic o Kakà. Emblematici gli esempi di Marek Hamsik e Christian Maggio: leoni a Fuorigrotta, sin troppo timidi in trasferta, in particolar modo sui grandi palcoscenici. La scena del “Marekiaro” zittito dalla plateale scenata di Gattuso e conseguentemente scomparso dal gioco vale più di qualsivoglia spiegazione. Carattere che al contrario non manca al Pocho Lavezzi, munito di quegli attributi per lottare alla pari e talvolta surclassare i pur quotati avversari. 

Questione d’esperienza, d’accordo. Una qualità che si acquisisce col tempo e con salutari sconfitte. Un celeberrimo detto afferma che “l’esperienza non si compra al mercatino”: nel mondo del calcio ciò è puntualmente capovolgibile. A Gennaio urge ingaggiare un leader carismatico nella zona nevralgica del campo, finanche ultratrentenne, che da buon papà faccia strada ai talentuosi pargoli di nonno Edy, in particolar modo nelle fasi di gara nelle quali è d’uopo gestire un risultato favorevole. Giochi di parentele a parte, la crisi in termini di risultati è sotto gli occhi di tutti. Quattro punti nelle ultime cinque gare: vittoria sulla Sampdoria(2-0) e pareggio col Cagliari(2-2) al San Paolo cui vanno aggiunti i sopraccitati tonfi in Lombardia. Sei soli gol realizzati, ben otto incassati, uno in più rispetto a quelli subiti nelle prime nove giornate. 

Il calendario, per fortuna, agevola le sorti partenopee: doppio impegno casalingo contro Siena e Lecce per poi chiudere il 2008 all’Olimpico di Torino(sponda granata). In palio c’è molto di più di un semplice riscatto da un momento negativo, ovvero la quarta posizione che garantisce l’accesso ai preliminari Champions. Le dirette concorrenti(Fiorentina, Lazio e Udinese) non arrancheranno per un’intera stagione. Per di più c’è una Roma che a suon di vittorie recupera posizioni e credibilità in chiave quarto posto. Azzurri, la palla passa a voi. E alla vostra personalità.

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