QUESTO E’ IL VERO PAOLO CANNAVARO

In questo Napoli dei 15 risultati utili consecutivi in campionato e del quarto posto in classifica, il segreto è diventato, nell’ultimo mese e mezzo, l’imperforabilità della retroguardia. A guidare la “muraglia” azzurra c’è il capitano Paolo Cannavaro, autore di alcune prestazioni davvero strepitose nelle ultime gare. Dopo le critiche subìte nella passata stagione, Paolo è tornato ad essere quel difensore ammirato nei suoi due primi anni in maglia azzurra. Può sembrare un caso o una semplice coincidenza, ma se si fa attenzione è tutt’altro che così. Cannavaro, infatti, ha ritrovato nelle ultime partite due compagni di reparto che si sposano al meglio con le sue caratteristiche. Nella scorsa stagione, deludente per tutto il Napoli e di conseguenza per il capitano, il ripetuto impiego sul centro-destra e la contemporanea presenza di due calciatori dalle caratteristiche fisiche a lui molto simili come Rinaudo e Contini, avevano contribuito in maniera decisiva al cattivo rendimento del capitano azzurro.

Dall’arrivo di Mazzarri, invece, ed in particolare nelle ultime partite, la presenza di un difensore solido sia dal punto di vista fisico che tecnico come Campagnaro, e di uno rapido e scattante come Grava, al fianco di Cannavaro, hanno fatto nuovamente schizzare il rendimento di Paolo agli standard dei primi due anni. Per trovare delle similitudini con la situazione attuale, basta fare qualche piccolo flashback. Nell’anno della promozione dalla B alla A, infatti, dopo alcune sofferenze iniziali nella posizione di centrale di destra, Cannavaro nelle ultime 10 e decisive partite diventa uno degli uomini cardine per il salto di categoria, quando Reja decide finalmente di sistemarlo al centro della difesa con Domizzi a sinistra e Grava a destra. Anche nel primo anno di A il rendimento di Paolo resta di ottimo livello, tanto che l’allora ct Donadoni decide di convocarlo in Nazionale. Anche in quella stagione Cannavaro gioca in posizione centrale, con Domizzi sul centro-sinistra, e con un “velocista” come Cupi prima e Santacroce poi sul centro-destra. Se poi a ciò ci aggiungiamo una maggiore maturità ed una tranquillità psicologica differente dalla passata stagione, visto il momento positivo generale della squadra, ecco che ne vien fuori il Paolo Cannavaro di oggi, il vero Paolo Cannavaro. Ora anche Lippi è avvisato: in questo momento in Italia, centrali difensivi che stiano facendo meglio del capitano azzurro non ce ne sono.

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