PERCHE BISTRATTARLA?
Eh no, noi proprio non ci stiamo. Certo, non si chiama Champions; non c'è quella musichetta che ti fa accapponare la pelle; non te la giochi contro i più grandi del continente (con relative motivazioni al seguito). Ma caspita, si tratta pur sempre d'Europa. Di una manifestazione internazionale, di campi che gli azzurri di qualche anno fa neanche immaginavano di poter calcare in breve tempo. È chiaro: il Napoli delle "priorità", quello che sceglie o la destra o la sinistra, proprio non funziona, non paga. È stato così lo scorso anno, quando si è optato per la Coppa al posto del campionato. È così oggi quando Mazzarri, e probabilmente anche la società, scelgono per l'inverso: ovvero privilegiando le sfide di Serie A a quelle dell'Europa League. Peccato che quella che viene oggi tanto bistrattata, è l'unica coppa internazionale presente nella bacheca del Napoli, diversa solo nel nome da quella di una volta. E peccato anche che al tifoso non importa se la coppa dalle grandi orecchie è fonte di grandi introiti e la vecchia UEFA decisamente meno: a volte conta anche il prestigio…
TURN OVER – Scrivi Europa League, leggi turnover. Resta da chiedersi il perché di scelte tanto radicali, come restava la stessa domanda anche la passata stagione. Una strategia provata e riprovata, ma che ha fallito in gran parte delle occasioni. Un progetto ambizioso quello del Napoli 2, delle due squadre di titolari. È evidente che così non può essere allo stato delle cose (e della rosa): lo ha provato Eindhoven, lo ha confermato Dnipro. Sei gol al passivo in due trasferte europee: un curriculum decisamente non degno della seconda forza del campionato italiano. Strategia tra l'altro, quella delle seconde linee, che finisce per non ripagare neanche nell'intenzione principale: quella di far riposare i big. È infatti quantomeno opinabile scegliere di risparmiare in partenza gente del calibro di Cavani, Pandev, e Inler, se poi si è costretti a correre ai ripari, richiamando tutti prepotentemente all'adunata a gara già compromessa. Risultato? Partita persa, e niente riposo per chi avrebbe dovuto godersi la sfida dalla panchina. Anzi, probabile che a conti fatti i diretti interessati abbiano sprecato perché no il doppio delle energie fisiche e mentali, costretti a dover raddrizzare le cose…
GLI ALTRI – Nonostante le due ultime uscite disastrose della squadra di Mazzarri in Europa, nulla è ancora compromesso per la qualificazione alla fase successiva. Almeno una buona notizia, anche se per merito anche degli altri. In particolare del PSV Eindhoven, che non riesce ad andare al di la dell'1-1 tra le mure amiche contro l'AIK Solna. La squadra svedese, unica sconfitta dal Napoli al questo giro di boa del gruppo F di Europa League, si era ritrovata addirittura in vantaggio al 61’ grazie alla rete di Karikari. Il pareggio olandese è arrivato solo all'80', a firma di Lens. Dopo il terzo turno la classifica vede sorprendentemente il Dnipro in testa a punteggio pieno con 9 punti, segue il PSV a quota 4 e il Napoli a 3. Chiude l'AIK Solna ad 1. Gli azzurri dovranno ora affrontare il Dnipro e il PSV al San Paolo, l'AIK in terra di Svezia. Nulla è compromesso quindi, a patto che il Napoli decida di fare il Napoli anche in Europa. Ed anche se non si chiama Champions…
