L’ENNESIMA SCONFITTA CHE HA IL SAPORE DEL PASSO INDIETRO
Fa male la sconfitta di Catania perché non giustificabile per come è maturata, al termine di una sfida giocata sulle ali dell’equilibrio tra le due squadre quando erano in parità numerica e che il Napoli poteva ampiamente pareggiare nonostante l’uomo in meno nel secondo tempo.E a nulla serve esaltare la buona prestazione della squadra. E’ una magra consolazione perché è la riprova che si stanno perdendo troppe occasioni per rimanere agganciati alla testa della classifica per colpa dei singoli episodi e delle prove incolori dei singoli. Anche la condanna del Massimino arriva per disattenzioni individuali e non per colpe specifiche della squadra di Mazzarri. E già, perché la squadra fino all’espulsione di Santana non aveva sofferto eccessivamente le folate offensive degli etnei e comunque sembrava potesse in ogni momento colpire l’avversario dopo che era riuscita addirittura passare in vantaggio dopo appena 30” dall’inizio del match. Nemmeno era dispiaciuto fino ad allora l’esperimento Santana a fianco di Inler, che se non in fase di copertura stava dando maggiore sostanza alla manovra offensiva azzurra.
Ma il Napoli di questi tempi non sa approfittare delle stelle favorevoli e fa harakiri in maniera inconcepibile per una squadra che punta in alto in una stagione in cui tutto è possibile grazie al maggior livellamento rispetto al passato di valori in campionato.Abbiamo detto errori dei singoli, e sono di una gravità inaudita quelli di Santana e Fideleff in occasione degli episodi che hanno deciso la partita: quella dell’espulsione del centrocampista argentino e quella del raddoppio di Bergessio.Come può un giocatore di esperienza come Santana commettere quel fallo dopo che era già stato precedentemente ammonito? Come può un difensore difendere in maniera così dilettantistica sull’attaccante avversario?
A questo punto è da rivedere l’intera campagna acquisti della società partenopea che ha puntato su giocatori probabilmente ancora inadatti all’importante palcoscenico su cui è chiamata ad esibirsi in questa stagione la squadra di Mazzarri.La sconfitta di Catania è l’ennesima riprova che i gregari non sono all’altezza dei titolarissimi di questa squadra la quale non può prescindere dai gol di Cavani, dall’agonismo a centrocampo di Gargano e dalle maiuscole prestazioni della difesa titolare.Gettare la croce addosso a Mazzarri è ingeneroso quando per colpe non proprie alcuni giocatori non approfittano delle occasioni loro concesse.E’ così che matura la terza sconfitta in campionato, l’ennesima sconfitta con grossissimi rimpianti perché per l’ennesima volta immeritata anche se non giocata ai soliti livelli.E pensare che se con Chievo, Parma e Catania fosse almeno arrivato un punto a quest’ora gli azzurri non avrebbero perso così tanto terreno dalla vetta, in considerazione anche della possibilità concessa dal calendario di raggiungere la testa con i numerosi scontri diretti casalinghi che il girone di andata mette in scena in questa fase.
Lasciano l’amaro in bocca questi punti persi per strada in questo modo così infausto e dilettantistico, per una squadra che certo non sta esprimendosi in maniera eccelsa ma certo, a giudizio degli addetti ai lavori, è la squadra che gioca il miglior calcio in campionato.A questo punto sarebbe meglio giocare il calcio peggiore ma dare continuità ai propri risultati che stanno arrivando in maniera troppo intermittente.Ora diventa fondamentale lo scontro diretto di domenica prossima contro la capolista Juventus che, senza clamori e senza prestazioni troppo entusiasmanti, sta avendo quella certa continuità dal punto di vista dei risultati che le consentono di mantenere il vertice della classifica nonostante l’anno di transizione che avrebbe dovuto vivere in questa stagione.Quella che per il Napoli doveva essere la stagione delle conferme, sta diventando per la squadra di Mazzarri la stagione dei punti interrogativi.Mai così male il Napoli nell’era Mazzarri, che continua ad andare in difficoltà con le squadre di medio alta classifica e che forse sta restituendo al fato quello che gli era stato concesso nella passata stagione con partite decise all’ultimo minuto se non nel recupero.Resta il conforto di un Napoli che anche in dieci è apparso tonico ed esuberante, a cui è mancato solo un pizzico di cinicità e fortuna negli ultimi metri.Quella azzurra non è certo la squadra più forte del campionato ed avrà senz’altro difficoltà a vincere il titolo ma certo è che se dovesse fallire anche il terzo posto per la Champions League avrebbe fatto il passo del gambero dopo tutti i sacrifici economici fatti dal Presidente De Laurentiis le cui capacità imprenditoriali in un mondo del calcio come questo, paradigma della concorrenza sleale, non sortiscono alcun effetto, se per vincere gli scudetti serve ancora spendere milioni di euro e le forti esposizioni debitorie, alla faccia del fair play imposti dalla Uefa. Se continua così siamo sicuri che dovrà nascere un altro Diego Armano Maradona perché lo scudetto arrivi ancora nel Golfo. A proposito: auguri Pibe!Ora sotto alla Juventus, l’ultima spiaggia per coltivare i sogni di gloria. Se dovesse essere di nuovo sconfitta allora addio caro campionato, addio Champions, addio Europa: è stato bello ma è durato troppo poco. Alla decima giornata sarà già tempo di processi, perché che se ne dica la stagione non sarebbe stata di quelle proibitive per cominciare a vincere qualcosa. A questo punto passa in secondo piano anche la partita di Monaco, a meno che De Laurentiis non sia certo del successo finale nella massima competizione continentale. Se non fosse così tutti i programmi e le promesse estive rimarrebbero parole gridate al vento.
