ORA INIZIA IL VERO AGOSTO DI MARINO…

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La qualificazione in Uefa più che scaramantico potrebbe definirsi paranoico. Non nascondiamoci dietro un dito, gli azzurri sono in Europa, possiamo finalmente urlarlo al mondo intero. Il ritorno al San Paolo, previsto per il 24 agosto, sarà solo un'occasione per stappare una frizzante bottiglia di spumante, di quello buono, perchè l'evento è di quelli da ricordare. Speriamo soltanto che il botto di chiusura sia forte e che una volta tanto si possa vedere una bella goleada, giusto per divertire tifosi e giocatori scesi in campo.

 

Acquisito l'obiettivo primario però si può già iniziare a lavorare su quello più a lunga scadenza. Con un vantaggio notevole. Ovvero, a quindici giorni dalla fine del mercato si sa già ufficialmente che Reja e i suoi ragazzi dovranno lavorare su tre fronti, non più solo su due. Stagione lunga, faticosa e che riserverà non poche defezioni condite da sofferenze e polemiche varie. Allora si ripropone il tema portante dell'estate partenopea, l'allarmismo che però a mente lucida non è poi così eretico. Per figurare bene in tutte le competizioni c'è bisogno di allargare la rosa, renderla competitiva non solo nei suoi undici di base ma anche relativamente ai rincalzi. Se il mister deve andare in panico già fin dal precampionato quando viene meno un Lavezzi, un Santacroce o un Gargano vuol dire che qualche falla nell'organico c'è, ed è evidente. Allora perchè non rimediare preventivamente prima che poi scadenze burocratiche lo impediscano? La lista della spesa non è neppure tanto lunga, il tempo è sufficiente per lavorare senza patemi e la piazza di vendita offre ancora parecchi spunti interessanti. Considerato che con i pazzi e "segreti" tempi che corrono ipotizzare un acquisto appare ormai come un futile vezzo, è opportuno guardare i ruoli su cui occorre intervenire, focalizzandosi in linea più generale sul tipo di prodotti che bisogna comprare al mercato. Per le marche, poi, ovvero per i nomi, ci può tranquillamente pensare Marino, che finora ci ha abituato fin troppo bene.

 

Partendo dall'ovvio, occorre senz'altro l'esterno di fascia. Avere i soli Mannini, Vitale e Maggio rappresenta un autentico azzardo e con tutto il rispetto Grava non può certo essere proposto da titolare in caso di necessità. Ma qui siamo nel campo del conclamato e siamo certi che non appena andrà via Savini arriverà il tanto atteso cursore, con tutta probabilità mancino (Abelairas? Pasqual? Boh!). Così come è abbastanza scontato che qualora andasse via Domizzi (desiderio ormai di tutti, non più solo del calciatore) ci sarebbe bisogno del centrale difensivo che lo sostituisca. Quattro titolari sono pochi, ricordiamo sempre che se cinque elementi sono stati talvolta insufficienti lo scorso anno ora c'è da avere almeno un altro potenziale avversario per Cannavaro e compagnia, che abbia magari le potenzialità per conquistarsi un posto fisso a scapito di uno dei compagni. Savini poteva essere un'idea, ma per ora forse è meglio considerarlo un ex visto che offerte ne stanno arrivando e il dg sembra orientato ad accettarle. C'è Jodlowiec ma qualora non arrivasse si può sempre guardare all'Italia che mai come quest'anno vede parecchi difensori ancora in attesa di sistemazione; e l'idea Aronica può ancora tornare di moda. Sistemata la terza linea poi serviranno almeno un altro paio di innesti per blindare alcuni ruoli chiave. Ad esempio la linea mediana; l'esperimento albanese con Blasi a fare il Gargano e Pazienza al suo posto può dirsi riuscito, ma il test non era dei più probanti e a livello numerico rimane comunque una lacuna. Bogliacino è out per un periodo relativamente lungo, Dalla Bona checchè se ne dica andrà via e Montervino, bontà sua, non ha le capacità per insidiare i titolari. Occorre uno specialista, uno che possa fare il Gargano e concedere ad Arnold le pause che l'anno scorso non ha avuto. Oppure si può pensare di acquistare un vice Blasi, ma essendo coperti nel vertice basso sia Pazienza che lo stesso Gargano potrebbero all'occorrenza sostituire il mastino di Civitavecchia. Meglio un regista quindi, lucido e con i piedi buoni. Per finire, sono d'obbligo i complimenti a Pià per il grande precampionato disputato finora, coppe comprese. Il brasiliano ha dimostrato di meritare un'altra chance e di poter restare di diritto nella rosa azzurra. Ma le sue ottime partite non cancellano le perplessità sulla tenuta a lungo termine, Inacio è parecchio discontinuo e ha sempre sofferto molto difensori più forti dei greci e albanesi affrontati finora.

Tre competizioni, non ci stancheremo mai di dirlo, presuppongono almeno cinque punte e per questo il trottolino di Ipatinga può restare come terza alternativa ai due titolari, sebbene in quel caso ci sia da vincere la concorrenza del nuovo acquisto Russotto. Come vice Lavezzi invece servirà uno in grado di far saltare il banco come il Pocho ma che accetti la panchina senza protestare, in attesa che l'inamovibile argentino abbia bisogno di tirare il fiato. La soluzione potrebbe essere un nome noto, accostato mille volte al Napoli ma di cui ora (coincidenza?) non si fa più menzione. Si tratta di Mauro Esposito, che è in attesa di una sola parola da parte di Marino, il quale ce l'ha in pugno e deve solo decidere, volendo, quando contrattualizzarlo. Ma i nomi a questo punto hanno poca importanza: il succo della questione, si è capito, è ben altro. Si deve accelerare e chiudere entro la fine del mercato le quattro sopra citate trattative in entrata e contemporaneamente risolvere le grane relative ai calciatori in uscita. A disposizione quindici giorni, che sono molti ma se sfruttati male possono diventare molto pochi. E allora cosa aspetti, Direttore? 

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