HAI CAPITO SIMEONE…
Solo due parole: quanta sofferenza. A fine partita molti si saranno asciugati la fronte senza capire se fosse più la pioggia o il sudore freddo prodotto dal forcing finale del Catania. Se non altro bisogna riconoscere a Diego Simeone che la sua squadra è testarda come lui, sebbene di punti finora ne abbia raccolti pochini. Non giocherà il calcio più spumeggiante del mondo ma è tremendamente concreta e tenace, due qualità dimostrate ampiamente dal fatto che, andando a memoria, quest’anno non molte altre formazioni avevano fatto così paura al Napoli nel suo stadio.
Eppure sembrava tutto favolosamente in discesa per gli azzurri: la partenza sprint degli ospiti, con tanto di rigore birichino negato, è stata immediatamente surclassata dal capovolgimento di fronte partenopeo: dapprima il rigore (ammettiamolo, anche questo un po’ birichino, ma al contrario) clamorosamente fallito da uno svogliato Cavani, poi il timbro del marcatore che non ti aspetti. Juan Camilo Zuniga, al primo gol assoluto in serie A, con la sua rete ha dato il La alla prestazione forse più convincente da quando è al Napoli. Una spinta costante ed intelligente sulla sinistra sostenuta da un’ottima fase di sacrificio sul sempre temibile Schelotto. Una scommessa vinta, a detta di Mazzarri; noi preferiamo fermarci ai complimenti e dire che prima di cantare vittoria aspettiamo qualche ulteriore conferma dal velocissimo colombiano. A proposito di conferme, si può finalmente applaudire compiaciuti al ritorno del “vero” Fabiano Santacroce. Il leoncino è tornato a mettere in mostra le sue qualità migliori, quelle che prima del tunnel lo avevano incoronato come potenziale nuovo Cannavaro (Fabio, non Paolo): rapidità, senso nell’anticipo e tanta cattiveria nei contrasti, un Santacroce così può far paura anche a Campagnaro. Ultimo della top three di questa partita è sicuramente Marek Hamsik. Sarà un caso, o forse no, ma quando non c’è Lavezzi lo slovacco gioca indubbiamente meglio. Grandi giocate, fra cui una fenomenale “veronica” a fine gara, passaggi-bijoux e un paio di missili da lontano, quanto basta per superare nettamente la sufficienza.
Il Catania comunque ha saputo tener botta e ci ha creduto, giocando il secondo tempo a ritmi altissimi e schiacciando spesso il Napoli nella propria metà campo. Il fischio finale del poco convincente Gava (cervellotici alcuni falli assegnati agli etnei) è stata un’autentica liberazione per tutti i presenti. Il Napoli non si ferma e continua a fare il terzo, anzi il secondo incomodo nella lotta fra Milan e Inter. Restano tutte lì, ma intanto le inseguitrici cominciano ad arrancare. Palermo, Roma e Juventus si stanno facendo fuori da sole, ormai resta solo la Lazio che tiene ancora botta ma appare molto meno fresca delle prime. Diciamo che, se non ci si mette la “Provvidenza”, chiamiamola così, a Mazzarri la Champions League ormai non la toglie più nessuno. Per i miracoli, come si dice, ci stiamo attrezzando, ma su quelli a quanto pare la Provvidenza vuole l’esclusiva…
