CHI HA INCASTRATO MAREK HAMSIK?
Sarà una realtà improvvisamente apparsa quasi a distruggere sogni e speranze, sarà un momento, un periodo, uno status momentaneo di appannaggio artistico, ma il Napoli, in questo momento, non sembra poter contare sui tre tenori a tutti gli effetti. Lavezzi sembra essere l'unico lottatore a disposizione ma sempre alle prese con la scarsa vena realizzativa, Cavani appare spompato da impegni vari e dalla pressione accumulata dopo una stagione da protagonista assoluto. Marek Hamsik, invece, non sembra riprendere nessuno dei punti messi in mostra dai propri compagni aprendo a severi punti interrogativi dai sapori dietrologici. Fin troppo spesso si è andati a marcare come il centrocampista slovacco venga impegnato in un lavoro oscuro, quasi da back office, per poi presentarsi al banco con impeto e irruenza mostrando le innate qualità che possiede, ma in questa stagione sembra essersi vincolato esclusivamente al nascondersi dietro false ripartenze o giocate fine a se stesso. Timido, impacciato e talvolta irritante quando si trova palla al piede avvezzo sempre più al dietrofront piuttosto che all'avanzata in stile armata russa. Poco o nulla si è visto di questo piccolo campioncino: un gol al Villarreal, qualche giocata in campionato e nulla più. Il motivo? Sarebbe impossibile trovarne uno, pertanto sembra essere più giusto rimescolare le carte e capire sotto i vari aspetti attuali cosa sta succedendo: in primo luogo c'è una fattore tattico leggermente diverso da quello dello scorso anno. Il Napoli, e il suo stile di gioco, sembra essere ormai conosciuto un po' da tutti, quindi diventa difficile creare spazi adeguati da poter sfruttare, sintomo di una lentezza di gioco innata; in secondo luogo la componente ambientale di una città che si aspetta sempre oltre misura la risposta dei propri beniamini per eccellenza anche su palcoscenici diversi o con un peso elevato. Infine, altri due fattori che aprirebbero a nuove discussioni anche dal gusto poco simpatico: carattere e avvenimenti. Il carattere del ragazzo, si sa, lo porta a spegnersi in determinati momenti e in determinate gare trasformandolo in un fantasma dell'opera; tutti sanno che c'è, ma nessuno lo vede. Gli avvenimenti, poi, riconducibili alla fase di mercato questa estate crea una domanda: siamo sicuri che il ragazzo abbia voglia di stare qui o le bombe di Raiola e Galliani hanno destabilizzato il calciatore? Siamo sicuri, un po' per partito preso, che non è questo il vero problema, ma se così dovesse essere allora sarebbe un bene anche snocciolare due acidi consigli: Primo – se il calciatore pensa di essere "sprecato" con questa maglia e volesse davvero raggiungere finte mete rossonere, allora gli chiediamo di dimostrare il vero valore e quella sua superiorità, in campo, a tal punto da riconoscere come la maglia azzurra diventi stretta; Secondo – così non è, ma se proprio dovesse essere questo uno dei problemi, allora aspettiamo dure prese di posizione da parte del Presidente De Laurentiis con quel coraggio che lo ha contraddistinto fino ad ora. Mai arrendersi, neanche di fronte ad eventuali cifre, lui paga lo stipendi e lui decide, che piaccia oppure no! Raiola e Company, sono avvisati…ancora una volta
