LA SECONDA GIOVINEZZA DI TOTO’

Finito nel dimenticatoio durante gran parte della gestione Reja, visto a malapena da un certo Donadoni transitato da Napoli non più di qualche mese fa, Salvatore Aronica pian piano si sta togliendo qualche piccola soddisfazione. Indicato da tutti come l’anello debole di una squadra in piena lotta per la Champions League, con la forza della modestia sta conquistando anche gli ultimi scettici. Prestazioni sempre positive e spirito di sacrificio: questi gli ingredienti di una seconda giovinezza. Salvatore, o “Totò” come a Napoli in molti lo chiamano, ormai non è più un giovanotto. 32 anni e non sentirli, così recita la sua carta d’identità. Schierato come esterno a sinistra di centrocampo con la gestione Mazzarri sta a grandi passi entrando nel cuore dei napoletani. Non è un caso infatti se la prima sconfitta del Napoli in campionato nell’era Mazzarri ad Udine sia coincisa con una sua assenza per squalifica. Nemmeno l’acquisto di Dossena nel mercato di gennaio gli ha sottratto una maglia da titolare che sembra ormai cucitagli addosso. Senza mai strafare si è ritagliato un ruolo importante in una stagione che ad agosto per lui si prospettava ricca di panchine. Il suo gioco è fatto di tocchi elementari, di buona tecnica e gran senso della posizione, ma senza dubbio è la dedizione una delle sue arme migliori. Come pochi forse nel calcio moderno, Salvatore è pronto a sacrificarsi magari in un ruolo non proprio suo, magari già a partita in corso. La sua capacità di interpretare bene sia la fase difensiva che quella di spinta lo rendono un jolly da giostrare tra difesa e centrocampo. Integrato ormai bene con la città, di lui si conosce il solo carattere riservato. Mai una parola di troppo, mai un lamento in questi sui anni azzurri, nonostante le numerose esclusioni dall’undici titolare.

Quell’acquisto tanto invocato dalla piazza partenopea, quell’esterno tanto atteso fin dalla rinascita materializzatasi con la nuova proprietà, quel giocatore tanto desiderato il Napoli probabilmente lo aveva in casa. L’arrivo di Dossena non lo ha turbato. Di sicuro l’ex Liverpool è arrivato alla corte di Mazzarri decisamente fuori condizione e non ha dato ad oggi le garanzie necessarie per accontentare una platea tanto esigente come sa  essere quella del San Paolo. Forse la troppa pressione e la voglia di non sfigurare anche in chiave mondiale gli hanno giocato un brutto scherzo. Fatto sta che titolare indiscusso resta Aronica e risultati alla mano si può dire anche con pieno merito! Nell’ultima di campionato ha bloccato un certo Maicon, forse qualcuno lo conoscerà.. Battute a parte non è forse possibile parlare di metamorfosi per un giocatore che mai realmente ha avuto fiducia e continuità. Intanto però Totò continua a giocare e a meravigliare. Si gode il momento, come giusto che sia. Dalla sua ha l’esperienza di anni e anni di carriera ed una serenità che si intravede nei suoi sorrisi. Davanti a sé forse un ultimo obiettivo: portare questo Napoli in Europa e concludere con questa maglia la sua carriera.

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