NAPOLI, DIMMI IL TETTO INGAGGI E TI DIRO’ CHI SARAI…

 La “questione ingaggi” tiene banco in casa Napoli ormai già da qualche giorno. A far scoppiare il “bubbone” ci ha pensato il procuratore di Lavezzi Alejandro Mazzoni con le controverse dichiarazioni rilasciate la scorsa settimana, cui si sono accodate in seguito quelle di Davide Lippi (agente di Mannini e Blasi) e quelle di Rodriguez (Denis). Tacciono e danno ampie rassicurazioni, per il momento, Venglos (manager di Hamsik), D’Ippolito (Gargano) e Dall’Aglio (Santacroce), ma probabilmente, a microfoni spenti, qualche “richiestina” di ritocco contrattuale sarà stata fatta anche da loro a Pierpaolo Marino. Il Napoli, attualmente è la 7ma squadra per monte stipendi in Serie A, dietro Inter, Milan, Juventus, Roma, Fiorentina e Genoa, mentre è la 6a società per introiti, ma solo perché Roma e Fiorentina, a differenza dei partenopei, prendono parte alla Champions, altrimenti gli azzurri salirebbero immediatamente al 4° posto della speciale graduatoria in caso di presenza nella “coppa dalle grandi orecchie”. Non sarà facile, però, puntare con decisione ad un posto nell’Europa che conta con l’attuale tetto ingaggi stabilito dalla società partenopea. Il calciatore azzurro che guadagna di più, infatti, è ad oggi Christian Maggio (1,2 milioni di euro annui), seguito a ruota da Lavezzi (1,1 milioni). Rispetto alla passata stagione, in cui gli azzurri più retribuiti erano Blasi e Zalayeta con 1 milione di euro annuale, il “tetto” si è innalzato di soli 200 mila euro, ancora pochi al momento per aspirare a qualche campione più affermato o per sperare di trattenerne senza troppi problemi uno già di casa a Napoli come Lavezzi.

 

Se sin qui il progetto Napoli è riuscito ad ottenere i suoi frutti in maniera impeccabile e straordinaria, fra qualche mese al terzo anno di Serie A non sarà facile “ristagnare” ancora sulle posizioni assunte negli ultimi due anni. Sarà proprio l’anno che sta per arrivare, infatti, a chiarire una volta per tutte quale sarà la caratura del Napoli del futuro, se davvero gli azzurri potranno operare quel salto di qualità definitivo per sedersi al tavolo delle cosiddette grandi, o se vorrà rimanere ancora a lungo una sorta di “Udinese 2”, ricercando e scoprendo di continuo giovani talenti, da vendere a squadre più quotate una volta affermatisi. Per onestà intellettuale, però, non va dimenticato che le risorse della società friulana sono ben più esigue rispetto alla società napoletana. Lo sfogo di De Laurentiis dei giorni scorsi può essere condivisibile sotto alcuni punti di vista, ma tuttavia non è pensabile poter rischiare di perdere giocatori come Lavezzi ed Hamsik per questioni di puntiglio morale. Come hanno insegnato nel corso dei secoli le più variegate ed apprezzate scuole di economisti, “è il mercato a fare i prezzi” e le richieste per i due giovani talenti azzurri non mancano di certo. Reperire due giocatori di pari livello sul mercato vorrebbe dire dover sborsare circa 50 milioni di euro, ma soprattutto non sarebbe impresa facile trovare campioni disposti ad accontentarsi di un ingaggio contenuto. Per salvare “capri e cavoli”, dunque, potrebbe bastare accontentare parzialmente le richieste di questi calciatori (magari innalzando il tetto ingaggio a 2 milioni di euro), e siamo certi che, nonostante le rimostranze di De Laurentiis, il vero “deus ex machina” del Napoli Pierpaolo Marino si stia già muovendo in tal senso, sfruttando la sua proverbiale abilità e la sua esperienza. Per quanto riguarda il discorso legato agli “equilibri di spogliatoio”, inoltre, due episodi recenti possono insegnare che non sempre “il giocattolo si può rompere” se qualche giocatore guadagna un po’ in più degli altri. Un esempio, anzi due, calzanti arrivano da Genova dove Milito e Cassano sono diventati immediatamente i leader delle loro squadre, con la benedizione ed il benestare dei propri compagni. I giocatori di classe che fanno vincere le partite, infatti, è sempre meglio averli come compagni di squadra che come avversari e siamo sicuri che la pensino così anche la stragrande maggioranza dei calciatori del Napoli.

 

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