CERTO, "VASA INANIA MULTUM STREPUNT" (I VASI VUOTI FANNO UN GRAN RUMORE)

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Domenica 3 Aprile 2011: minuto 23 del secondo tempo di Napoli – Lazio, il risultato è fermo sul 2 a 2 quando Salvatore Aronica, difensore partenopeo, commette un clamoroso errore insaccando nella propria porta il pallone per il vantaggio ospite.Generalmente, situazioni del genere, destano imbarazzo e rabbia, ma per alcuni diventa quasi quotidianità di puro vanto soprattutto quando ci si presenta davanti alle telecamere da professori consumati di regole, leggi, comunicazione e moralità.Claudio Lotito, presidente della SS Lazio, è un esempio completo di tutto questo: "La Lazio ha 111 anni, nelle ultime stagioni ha vinto una Coppa Italia e una Supercoppa. Le altre non mi pare. E si è sempre chiamata Lazio, non Napoli Soccer. Facile ripartire dalla C e non sanare i debiti pregressi come ho fatto io. Però la storia, almeno quella, la perdi". Lotito ha sollevato questioni che avrebbe fatto meglio a tenere nel silenzio per non capovolgerle a suo sfavore, un boomerang impazzito con la pretesa di fare rumore.

 

Claudio Lotito vuole la storia? Bene, allora avrà ciò che vuole nel segno delle norme e della moralità: la Lazio gode di 111 anni di storia, ma attenzione, la prima Lazio risalente al 1900 era chiamata "Società Podistica Lazio" e fondata da un giovane bersagliere in compagnia di altri 9 ragazzi. Solo nel 1925 la società trovò il nominativo di "Società Sportiva Lazio". Fonti storiche, ricordano di un aneddoto molto interessante: nel 1927, il regime fascista decise di portare tutte le società laziali sotto l'unico nome della AS Roma, a restare fuori fu la SS Lazio per volere di Benito Mussolini, tifoso della stessa; il Napoli, invece, inizia la sua storia nel lontano 1906 per volere di un gruppo imprenditoriale inglese guidato da James Poths che sotto la stretta collaborazione dell'ingegnere napoletano Emilio Anatra fondò la "Naples football club. Nel 1926 l'assemblea dei soci guidata dal proprietario Giorgio Ascarelli cambiò la denominazione in AC Napoli e solo nel 1964 arrivò l'attuale denominazione di Società Sportiva Calcio Napoli. Ora, ditemi qual'è la grande differenza storica delle due società? Partendo dalla preistoria, se la Lazio gode di 111 anni vuol dire che si prende in considerazione la società podistica del 1900, quindi, solo una differenza di appena 6 anni rispetto alla rappresentativa partenopea ricordando che la prima squadra calcistica napoletana, sempre secondo fonti storiche, risale addirittura al 1890 per un gruppo di ferrovieri partenopei, ma le leggi unitarie e l'ostruzionismo "liberiale" o, per meglio dire, coloniale, non riconobbe il gruppo come club calcistico. Fuori uno, quindi, parlando di storia calcistica Claudio Lotito ha risvegliato i fervori partenopei di storia lontana e quasi dimenticata ma sempre ricca d'orgoglio e umiltà.

 

Andiamo avanti, il presidente laziale, poi, tocca l'argomento fallimento richiamando all'ennesima brutta figura sempre in nome della legalità e della moralità: La Società Sportiva Calcio Napoli fallisce dopo 78 anni di storia nell'estate del 2004 sotto 70 milioni di euro in debiti; nessuno fu in grado, o volle, evitare il fallimento societario creato dall'indecente gestione finanziaria di Ferlaino, Corbelli e Naldi aggravata nel 1994 con la transazione di club calcistici in Spa. La città grida la propria rabbia e Aurelio De Laurentiis acquista il pacchetto azionario del Napoli avvalendosi del Lodo Petrucci partendo dalla Serie C1. La Lazio, nel 2004 si ritrova sull'orlo della bancarotta con 250 milioni di euro in debiti lasciati da Cragnotti, ma l'intervento politico e mediatico creò una nuova norma su misura e per giunta anticostituzionale: lo Spalmadebiti. "Facta Lex, inventa faus" (Fatta la legge, fatto l'inganno) , con il sostanzioso contributo di Silvio Berlusconi, nasce la Legge 27 che permette di svalutare il patrimonio calciatori della società e rateizzare i debiti in più anni, praticamente un processo di falso in bilancio legalizzato. La Lazio si avvale della nuova porcata italiana e abbatte i costi di 213 milioni rateizzando il tutto in 23 anni. Ecco perchè la Lazio è sempre rimasta SS Lazio, grazie ad aiuti esterni capaci di modificare anche le regole in corso d'opera pur di non trasformare l'Aquila in un piccolo passerotto indifeso (come giustizia voleva e come fu fatto per Napoli, Fiorentina e Palermo).

 

Nel 2006, l'Italia è investita dalla questione Calciopoli, anche se sarebbe più dovuta la denominazione "Moggiopoli" e, toh, chi entra in gioco?! Il Signor Claudio Lotito che diventa amico stretto e fidato di un certo Mazzini, chiamato professore, per ottenere aiuti dal gruppo Moggi al fine di salvare la decrepita Lazio avviata verso la zona retrocessione. "Aquila non capit muscas" (l'aquila non piglia mosche) ma il suo presidente dovrebbe prende in considerazione ciò che dice il cervello prima di aprire la bocca!In conclusione, diciamoci la verità, come può parlare di Napoli e del Napoli uno che grazie ad amicizie politiche, nonostante fosse un imprenditore attivo nelle imprese di pulizie e sanificazione con la moralità culturale di vocazione latina, è riuscito a stravolgere le regole dello sport pur di salvare la società Lazio? E ancora, come può parlare di arbitri, complotti ecc quando fu uno dei protagonisti principali di Calciopoli? Forse non ha capito bene cosa volesse dire Mazzini con la frese "Te non puoi fare sempre il cane"? Allora smettiamola e pensiamo alla coscienza prima di parlare a vanvera, altrimenti, con il fare da tuttologo, si rischi di essere un "asinus in cathedra" (un asino in cattedra)!

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