LUPI, UNA PREDA DIFFICILE
Arriva il derby, e che derby. Stavolta vale la vetta, forse mai il Napoli aveva giocato contro una corregionale per contendersi il primato. Accade oggi con una nuova società che ha allestito una squadra dal nulla, con la sapiente regia di Pier Paolo Marino che domenica sfida il suo passato prima che la capolista. L’Avellino si presenta al San Paolo con nuovo nerbo rispetto alla passata stagione. L’undici di Zeman, sconfitto e mortificato – quasi – ovunque, ha ceduto il passo ad una formazione che è il giusto mix di giovani e meno giovani. Quattro vittorie in cinque gare per i lupi, che hanno perso solo a Foggia peraltro per un calcio di rigore la cui concessione fu quantomeno opinabile. In crescita la squadra di Antonello Cuccureddu, scuola Juve e tecnico dal 4-4-2 ben organizzato, gioco palla a terra e possesso palla intelligente. L’Avellino ha base solide innanzitutto in difesa. Sono pochi i punti deboli della compagine del presidente Pugliese, due su tutti sulle fasce. Sulla linea difensiva manca qualcosa a destra. Cuccureddu è partito senza avere un titolare in quella posizione: ha alternato Vastola e D’Andrea senza raccogliere risultati apprezzabile, e la squalifica del primo costringerà il Cuccu a cominciare dall’inizio con il più giovane difensore. In subordine, c’è l’ipotesi di vedere Fusco in un ruolo senza dubbio non suo: difficile pensare di giocare a carte rischiose in occasione di un derby. Per il resto, la retroguardia offre notevoli garanzie. Sulla sinistra opera il versatile Moretti mentre al centro ci sono capitan Puleo e Criaco, giocatore "fuggito" in estate dal ritiro del Benevento per accasarsi con i cugini. A centrocampo, in attesa che il recupero di Montezine possa offrire maggiori soluzioni, il ventaglio è limitato a due centrali comunque affidabili come Cinelli e Riccio (altro ex stregone) mentre sulle corsie laterali ci saranno, con ogni probabilità, Vanin sulla destra e Millesi sulla sinistra. Il brasiliano è un gradino più in alto nella gerarchia del tecnico rispetto all’incostante Morfù, mentre il tornante sinistro, spesso impiegato come seconda punta con più apprezzabili risultati, si trova spesso in difficoltà in quella zona del campo. In fase offensiva, il modulo si trasforma in un delineato 4-2-4: gli esterni si muovono a scalare dal centrocampo in su, e spesso sono i centrali ad essere chiamati alla copertura in fase di spinta. In avanti, infine, c’è una vecchia conoscenza azzurra come Massimo Rastelli supportato da Stefano Ghirardello nell’inusuale ruolo di seconda punta. C’è chi dice che invertendo le posizioni dei due, i risultati sarebbero più apprezzabili. Il mercato di gennaio sarà comunque utile al direttore sportivo Fiore per ingaggiare un altro attaccante di peso e un terzino destro affidabile. La GEA si è già allertata per rifinire a dovere la macchina biancoverde, pronta a sgommare al San Paolo dove troverà un Napoli agguerrito. La probabile formazione (4-4-2): Cecere; D’Andrea, Criaco, Puleo, Moretti; Vanin, Cinelli, Riccio, Millesi; Ghirardello, Rastelli. All.: Cuccureddu
