L’uomo con la tuta si merita un contratto degno di ciò che ha realizzato
L’accordo tra Sarri ed il Napoli sottoscritto in estate, tra clausole unilaterali ed un modesto ingaggio, va rivisto dopo una stagione entusiasmante.
E adesso viene il bello. Perché toccherà confermarsi, se possibile migliorarsi, per dare un senso ad una fantastica stagione che ha visto il Napoli non solo guadagnarsi nuovamente l’accesso alla più prestigiosa competizione per club, ma allo stesso tempo esprimere un calcio strepitoso per organizzazione tattica e qualità delle trame offensive. Protagonista indiscusso di una cavalcata che per qualche mese ha riacceso sogni di gloria è stato Maurizio Sarri, il tecnico di provincia chiamato a sostituire e fare meglio del pluridecorato Rafa Benitez, dopo che lo spagnolo aveva lasciato il Napoli in un clima arroventato e con tante grane da risolvere. Sarri, annunciato lo scorso 11 giugno con un tweet scarno e senza che fosse stabilita alcuna data ufficiale di presentazione, è riuscito in men che non si dica ad entrare nel cuore e nella testa dei calciatori (come da loro spesso dichiarato), alcuni dei quali con un’esperienza di tutt’altro spessore rispetto alla carriera del tecnico toscano, applicando il proprio credo calcistico ad una squadra che ha spiccato il volo dopo le prime gare di rodaggio.
IL CONTRATTO – E’ stato un mistero per un bel po’ di tempo, fino a quando i diretti interessati non ne rivelassero l’esatta natura : contratto annuale con opzione unilaterale di rinnovo anno per anno per cinque stagioni. Ebbene sì, il destino di Sarri è praticamente nelle mani di De Laurentiis, con il presidente del Napoli libero di decidere, anno dopo anno, se rinnovare o meno la collaborazione con il proprio allenatore. Vincoli che somigliano a delle ganasce a cui l’ex Empoli ha accettato di legarsi pur di prendersi l’occasione di guidare un top club per la prima volta in carriera, ma che, considerando tutto quanto detto in apertura, non hanno alcun motivo (semmai ce ne fosse stato qualcuno) di esistere.
COSA VA CAMBIATO – La tipologia dell’accordo, innanzitutto. Sarri si è guadagnato di diritto una fiducia incondizionata, certamente un contratto di tipo pluriennale. Facile intuire come questo rappresenti la condizione principale affinché il tecnico partenopeo possa sentirsi pienamente stimato dalla società, oltre ad avere un risvolto rilevante dal punto di vista del campo : i calciatori si sentirebbero motivati a dare il 100% in quanto parte integrante di un progetto con un’identità ben definita e programmata per durare nel tempo, dettaglio non di poco conto se si considera che le incertezze sul futuro del precedente allenatore, perpetuate sin dal ritiro estivo, sono state tra le principali cause dell’altalenante stagione poi conclusa in maniera disastrosa. Ma non basta, perché se è vero che con il cospicuo premio Champions Sarri sia arrivato a guadagnare 1,4 milioni di euro in questa stagione, il compenso fisso, stimato intorno ai 750.000 euro (c’è chi dice 700.000, chi 800.000), va necessariamente adeguato al rialzo; una cifra che vada anche oltre il raddoppio dell’ingaggio rappresenterebbe il giusto riconoscimento ad un uomo che, arrivato tra lo scettiscismo generale e oscenamente bistrattato da una parte della stampa locale, ha saputo cucire sulla sua squadra l’abito più bello che da queste parti si potesse ammirare.


