L’EQUILIBRIO E LA CONTINUITA’ DI BLERIM DZEMAILI E LA TITOLARITA’ RITROVATA

Cambio tecnico, cambio di registro. Il passaggio di consegne tra la precedente gestione tecnica del Napoli fatta di recupero palla e verticalizzazioni ha restituito al calcio più ragionato di Benitez un neo nella parte mediana del campo. Il cambio di modulo ha, peraltro, indebolito la protezione difensiva ed  Il nostro pensiero estivo si è presto tramutato in realtà tanto che, lo stesso tecnico spagnolo, è corso ai ripari fin da subito soprattutto quando gli sono venuti a mancare alcuni uomini che avevano ridato l’equilibrio desiderato. Rafa Benitez, da allenatore esperto ed intelligente, non ha certo aspettato prima di cambiare fisionomia alla quadra ma ha sapientemente ragionato cercando d’inventarsi fin da subito la soluzione fatta in casa in attesa della risoluzione definitiva del mercato. In questo contesto s’inserisce la storia di Blerim Dzemaili, per qualcuno considerato giocatore non adatto addirittura ai grandi palcoscenici, forse tratto in inganno dal misero spazio che trovava tanto da essere stato sul punto di lasciare l’azzurro nello scorso mercato di riparazione. Proprio da lì riuscì a trovare spazio come vertice alto del centrocampo dove si mise in luce riuscendo a realizzare 7 reti. Non certo uno che entusiasma, non un top player ma pur sempre affidabile. Un modesto equilibrio di quantità e qualità abbinato ad una capacità innata di trovare il gol con frequenza grazie alla sua facilità di tiro. Destinato sempre alla panchina ad inizio anno, riesce attraverso la serietà con cui si allena e nel mettersi a disposizione della Società e della squadra, a ritagliarsi sempre un posto da titolare. Scendendo nel confronto con i suoi competitors interni si ritrova un Inler che, dopo un inizio di campionato incoraggiante, in cui sembrava essersi ritrovato con il calcio più qualitativo, è ritornato con prepotenza al suo recente passato sbagliando anche i passaggi più elementari. Dall’altra parte un modesto lavoratore del centrocampo, uno che fa del dinamismo la sua qualità migliore ma di tecnica neanche a parlarne, da qualcuno considerato indispensabile ma, abbiamo visto, si è vinto anche senza di lui mentre si sono perse partite importanti con lui in campo. Alias non fa fare il salto di qualità. E così, Dzemaili, con 5 presenze da titolare e 14 nel totale è riuscito a ritagliarsi il suo spazio confermandosi in zona gol, quattro realizzazioni contro nessuna del suo connazionale Valon ed  una di Inler paragonabili, ci perdonerete l’ardire, con le 6 messe a segno dal “fuoriclasse” Pandev che gioca in una posizione molto più avanzata. Continuaiamo a credere che possa rappresentare una giusta alternativa ad Hamsik anche in posizione più avanzata soprattutto quando ci si deve difendere in particolari momenti del match. Nell’ottica della crescita, il Napoli deve fare il salto di qualità, a cominciare dal centrocampo, punto nevralgico del gioco in grado di dare la giusta copertura alla difesa ed inventiva e qualità per la fase offensiva. Per confrontarsi, come piace al presidente, sono necessari almeno un paio di colpi che possano rimpiazzare l’intero reparto ma Dzemaili, potrebbe rappresentare, come sempre l’alternativa low cost e senza grosse pretese.

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