Lo Zibaldone azzurro: Napoli-Fiorentina dalla A alla Z

Riviviamo la partita di ieri sera con il classico gioco dell’alfabeto

Amore incondizionato nei confronti di una creatura affascinante che ti ruba il cuore in un batter d’occhio.

Bernardeschi- Sarri ci aveva visto bene, il talento viola ha davvero delle doti innate; sorprende per la naturalezza con cui si libera dell’avversario cercando la porta da qualunque posizione. Meriterebbe altri palcoscenici.

Chapeau dinanzi a un giocattolo che sta diventando perfetto. Dopo la partita di Sassuolo, il Napoli sembra aver acquisito la giusta maturità e una voracità devastante. Che sia di buon auspicio in vista di un preliminare che appare ormai imminente.

Delirio a fine gara- Un pubblico meraviglioso rende onore ad una squadra tra virgolette sfortunata che conclude un’annata stratosferica sotto l’aspetto dei record e del gioco, ma allo stesso tempo discreta per l’obiettivo raggiunto. Ci riproveremo…

Estro del Magnifico che riesce ad ammaliare davvero tutti. Non c’è modo di fermarlo, 17 perle stagionali a coronamento di una stagione fenomenale. Al San Paolo davvero TUTTO E’ MAGNIFICO.

Fisicità sulla linea mediana che è venuta a mancare nei primi frangenti della ripresa, in cui Zielinski e Hamsik così come nella gara d’andata sono andati un pò in appanno.

Gestione del match quasi ineccepibile. Dal primo al novantesimo in campo si è visto un unico dominatore. Peccato per quei consueti 5 minuti di black-out nei quali la Viola stava per rimettersi in corsa.

Hysaj- Accompagna con continuità e intensità le sortite offensive della squadra. Non impeccabile in fase difensiva lì dove non riesce sempre a mantenere la linea.

Infinito- Nessun aggettivo renderebbe onore al vero trascinatore di questa squadra: 5 gol e 4 assist nelle ultime 3 partite. Tutti a casa!

Lesto Kalidou Koulibaly ad anticipare tutti in occasione del primo gol partenopeo. Seconda marcatura stagionale per il senegalese che giganteggia anche nell’area di propria competenza.

Messe a dura prova le abilità difensive di Gonzalo Rodriguez che ogni qualvolta scende in campo al San Paolo fa sempre figuracce. Prima Lavezzi, ora Mertens. Caro Gonzalo potrai indossare anche altre cento squadre ma ti consigliamo vivamente di non tornare più a Napoli, la patria dei “folletti impazziti”.

Novanta sigilli in questa stagione. “Senza Higuain il Napoli farà fatica a trovare la via del gol”, queste le famose parole alla vigilia del campionato.

Olivera- Cerca di proporsi con risultati alterni sull’out di sinistra. Subisce in ogni caso le sgroppate della catena di destra partenopea.

Palo che nega a Dries Mertens la gioia di una rete spettacolare. Controllo-palla magistrale, e destro a giro sul secondo palo. Il destino stavolta si è rivelato atroce.

Questione di mentalità. Non c’è altra spiegazione dinanzi al paradosso del secolo. Un gioco magnifico merita ben altri risultati sul campo. Talvolta bisogna saper essere anche brutti e cattivi.

Risuonano come una sentenza le parole di Albiol. “Due stagioni meravigliose, ma non abbiamo vinto niente.” Guai a non crederci il prossimo anno.

Sarri- Meritato tripudio riservato al tecnico di Figline Valdarno. C’è tanta fiducia nei confronti del fautore di un calcio d’altri tempi. Un calcio che prima o poi dovrà tradursi in trofei.

Tomovic- Soffre oltremodo la qualità di Insigne non riuscendo ad opporre alcun rimedio.

Unità invocata da Insigne ed Albiol nel post-gara. Un collettivo davvero coeso e compatto che deve andare alla ricerca di quel sogno di cui noi addetti ai lavori non dobbiamo interessarcene minimamente. Parola del capo!

Vittorie oramai esorbitanti. Fiorentina come Torino, devastate dalla marea azzurra.

Zielinski- Tutto suo il merito della seconda rete. Recupera un pallone fondamentale sulla mediana e dà il via all’azione spettacolare che porta al gol di Lorenzo. Predestinato!

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