LO ZIBALDONE AZZURRO: MILAN-NAPOLI DALLA A ALLA Z!
Tutto (o quasi) quello che è successo dalla conferenza pre-gara al post-partita lettera per lettera
Alt, pericolo. Quale? Buttare a mare tutto quanto raccolto in un anno (e poco più) di ottima pesca.
Bonaventura, giganteggia tra i giganti (Albiol e Koulibaly proprio piccoli non sono), si eleva e stacca.. si, il Napoli dalle posizioni che contano.
Cestinato, il vantaggio accumulato con i 10 punti conquistati tra Verona, Atalanta, Roma e Fiorentina; la sosta è passata, ma gli azzurri sono rimasti fermi, con la testa e con le gambe.
David Lopez, si è sgretolata la diga ordinata che aveva impressionato tutti nella prima parte di stagione.
Esterni, è li che bisognava giocarsela: Mertens-Callejon vs Bonera-Armero, un confronto impietoso.. dopo, per quelli del Napoli.
Forza, e freschezza, fame, e ferocia: a questa squadra sta mancando tutto, chi di dovere provveda a risollevarla.
Gonzalo, arrabbiato, infastidito, sbuffa e gesticola; chi ha rimesso il leone nella gabbia?
Hamsik, parte dalla panchina e questa si che è una grossa novità; ahinoi, non lo è il fatto che entri senza lasciare il segno.
Inzaghi, tarantolato e indemoniato dall’inizio alla fine, fa un figurone nella notte in cui punisce ancora Benitez dopo la finale di Atene 2007.
Luci, a San Siro, cantava Vecchioni; ecco, meglio spegnerle va..
Menez, sembra Messi contro una difesa che definire di burro equivale ad essere generosi; per inciso, il gol è da applausi.
Necessario, l’intervento sul mercato di gennaio, per tappare i solchi di questa rosa.
Opportunità, tante quelle sprecate dal Napoli dall’inizio della stagione.. così tante che da due, le squadre avanti, sono passate a sei. #risvegliateviragazzi
Presidente, Benitez lo ha visto “deciso e convinto nell’intervenire sul mercato”; da ieri, probabilmente, si sarà convinto ancora di più.
Quindici, le giornate di campionato: sei vittoria, sei pareggi e tre sconfitte, decisamente poco per aspirare a (ri)ascoltare quella musichetta che tanto ci piace.
Rafa, “segniamo poco”, dice lui; ne prendiamo anche troppi, mister.
Silenzio, dei calciatori, nel post-partita; giusto, bisogna parlare sul campo.. bisognerebbe, su, diciamo così.
Tentativi, pochi e confusi, per rimettere in sesto un match iniziato come peggio non poteva.
Uragano, metaforicamente parlando, servirebbe qualcosa di simile, a spazzar via una crisi che sembra senza fine.
Vittoria, questa sconosciuta; dal 9 novembre al 14 dicembre, tre pareggi ed una sconfitta (in campionato). E il 22 si avvicina..
Zapata, entra in campo e si fa sentire, creando pericoli sfruttando la sua fisicità: tra in più in forma di questo orribile periodo.


