Lo Zibaldone azzurro: Napoli-Juventus dalla A alla Z

Riviviamo la partita di ieri sera con il classico gioco dell’alfabeto

Arkadiusz Milik- Ogni giorno che passa è sempre più lontano da Napoli, ogni passo sembra andare in direzione Torino bianconera. Intanto si toglie un bellissimo sfizio di segnare il rigore decisivo che regala al Napoli la sesta Coppa Italia!

Beffa atroce per l’ex Sarri: tre anni straordinari sulla panchina azzurra, record di punti, gioco spumeggiante, goleade a ripetizione ma nessun trofeo. A Rino Gattuso sono bastati sei mesi alzare il primo trofeo. Scherzo del destino…

Capolavoro- In quattrocentocinquanta minuti di Coppa Italia gli azzurri hanno subito una sola rete, su errore individuale tra l’altro. Solidità difensiva impressionante, compattezza costante e organizzazione esemplare. Cinici, concreti, vincenti…

Due errori consecutivi dal dischetto per la Juventus che spianano la strada al trionfo partenopeo. Se a fallire il primo penalty è uno specialista come Dybala qualche segnale doveva pur esserci!

Ex di turno che escono dal campo a testa bassa e con una buona dose di frustrazione. Sarri e Higuain: delusi, annebbiati e afflitti. Soprattutto il secondo, in giacca e cravatta e non con maglietta e pantaloncini, è l’emblema della sconfitta.

Finale di gara scoppiettante e che probabilmente molti avevano interpretato come preludio nefasto della lotteria dei rigori. L’eterno Buffon compie l’ennesimo miracolo su Maksimovic, poi Elmas a due centimetri dalla porta colpisce clamorosamente il palo. Disperazione preventiva, poi cambia il corso della storia…

Gestione del possesso che non è stato sicuramente dei migliori, con qualche errore in uscita di troppo che hanno consentito alla Juventus di creare alcuni pericoli soprattutto nella prima frazione di gioco. Decisamente meglio nella ripresa, quando il Napoli ha dimostrato maggiore lucidità e facilità nel giro palla.

Hysaj- Il terzino albanese entra in campo negli ultimi minuti di gioco, sostituendo un nervoso Mario Rui. Propositivo in un paio di circostanze, mentre in fase difensiva non è mai impegnato più di tanto. Si regala un trofeo pochi mesi prima del suo addio.

Indimenticabile, perché nonostante tutto si tratta della prima Coppa post Covid-19, al termine di un periodo drammatico. Motivo di gioia infinita per tutti i napoletani, di speranza e di maggiore sollievo. L’auspicio è che il peggio sia davvero alle spalle e si possa ripartire in fretta.

Lezioso in più di una circostanza José Callejon, che perde palloni sanguinosi in uscita che consentono alla Juventus di creare rare occasioni da gol. Le sue lacrime durante la premiazione hanno l’apparenza di un addio quasi scontato. Non si può non ringraziarlo per l’impegno encomiabile di tutti questi anni.

Mostruoso: Nikola Maksimovic è il vero protagonista di questi cinque giorni di Coppa Italia, prendendosi letteralmente la scena sia contro l’Inter che nella finale dell’Olimpico. Prima sfiora la rete nei minuti di recupero, poi dal dischetto scarica un bolide dritto nella porta di Buffon. Attributi!

Novanta minuti dove è prevalsa più la noia e la voglia di non scoprirsi più del dovuto da parte di entrambe le squadre. La partita poteva essere decisa o da un episodio o dalla lotteria dei rigori. La seconda opzione ha reso la notte azzurra ancora più magica, coinvolgente e travolgente.

Ottimi tutti i calci di rigore tirati dagli azzurri: Insigne, Politano, Maksimovic e Milik calciano con notevole determinazione e trafiggono senza grossi problemi Gigi Buffon, non uno qualunque…

Prodezze di Alex Meret, sia nell’arco dei tempi regolamentari che in occasione dei rigori. Serata superlativa anche per il giovane portiere friulano, dopo tante critiche cadute su di lui. In netto miglioramento anche nell’impostazione della manovra. Garanzia!

Qualificazione aritmetica alla prossima Europa League, che consente al Napoli di affrontare la parte finale di stagione con maggiore leggerezza e serenità, pur tentando comunque di inseguire un piazzamento in zona Champions, che per il momento sembra essere utopico.

Ritorna su livelli stratosferici Kalidou Koulibaly, protagonista di tanti interventi in anticipo sui giocatori avversari con una sicurezza e brillantezza che non si vedevano da tanti mesi. Nelle partite di cartello, con una posta in palio enorme, il monumento senegalese c’è sempre.

Soddisfazione illimitata che salva letteralmente una stagione che rischiava di incanalarsi sui binari del fallimento. Il paradosso è compiuto: nella peggiore annata possibile il Napoli vince un trofeo.

Tenta in qualche circostanza la conclusione dalla lunga distanza, ma per il resto dimostra di essere un fantasma. Il Napoli è riuscito ad annullare anche CR7, impedendogli anche di calciare l’ultimo rigore.

Una Coppa che mancava dal 22 dicembre 2014: anche in quella circostanza una lunga serie di calci di rigore decretarono il successo del Napoli di Benitez contro la Juventus. La storia si ripete.

Valanga di emozioni che si sono susseguite fino all’arrivo del Napoli a notte inoltrata alla stazione di Afragola. Gennaro Gattuso, parte del popolo e ormai emblema della napoletanità, chiede ai tifosi di intonare “Un giorno all’improvviso”. Brividi.

Zero reti subite contro Perugia, Lazio, Inter all’andata e Juventus. Solidità difensiva impressionante: la chiave del successo!

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