Lo Zibaldone azzurro: Liverpool-Napoli dalla A alla Z

Riviviamo la partita di ieri sera con il classico gioco dell’alfabeto

Approccio discreto, con un’occasione sui piedi di Hamsik che però calcia fuori dallo specchio. È l’unica chance vera di un primo tempo in cui gli azzurri si bloccano tutto ad un tratto.

Brucia più che mai quest’eliminazione, maturata a causa di alcuni dettagli che pesano come un macigno.

Concretezza che manca totalmente al gruppo. Senza lucidità e freddezza sotto porta non si va da nessuna parte!

Disastrosa la prova del duo Mario Rui-Hamsik. La sagra degli orrori viene messa in atto dai due azzurri che sfiorano perfino i limiti del ridicolo.

Errore di Ospina in occasione del vantaggio di Salah, ma il portiere colombiano si riscatta con gli interessi, compiendo una serie di interventi prodigiosi nella ripresa.

Flashback- Callejon si ritrova nuovamente solo davanti alla porta, ed è proprio in quel momento che ricompaiono gli incubi di Bergamo e del match contro il Manchester City. Mani nei capelli.

Garantisce maggiore ampiezza e spinge costantemente sull’out di sinistra, a differenza del proprio compagno di reparto. Ghoulam entra e cambia la partita: insostituibile!

Hamsik- Un capitano senza attributi non merita di indossare la fascia. Nelle partite che contano manca sempre la giusta personalità. Nascondersi alle spalle degli avversari è un netto segnale di timidezza.

Ipnotizza Milik con una parata incredibile. Alisson si esalta nuovamente contro il Napoli, ma da quella posizione non si può sbagliare.

Lanci lunghi nella terra di nessuno: è il copione del primo tempo del Napoli, senza idee, senza spazi e senza centimetri.

Mertens- Subisce un fallaccio rischiando di subire una grave frattura, poi torna in campo ma non riesce a fare la differenza. Il colpo subito lo condiziona fin troppo.

Notevoli lacune nella squadra: un terzino che arriva sempre in ritardo sull’avversario, un attaccante poco freddo ed un capitano che rallenta la manovra. È tutto qui!

Opportunità di giocarsela in Europa League al cospetto di compagini che sono all’altezza dei partenopei. Carlo Ancelotti ha dichiarato che la seconda competizione europea diventerà l’obiettivo principale del Napoli. Magra consolazione.

Prestazione superlativa per i due centrali difensivi azzurri, che di fatto sono gli unici che non sbagliano quasi mai. Si riparte da loro due per tentare di ottenere l’Europa League.

Qualificazione che in fin dei conti è stata gettata alle ortiche nel primo incontro di Belgrado. Una gara dominata, ma a secco di reti. Tutto torna…

Risultato che poteva essere ben diverso, dobbiamo ammetterlo. Il Liverpool nella ripresa ha sbagliato l’impossibile dinanzi ad Ospina.

Sogno infranto: sembrava tutto perfetto, ma ogni volta il fato avverso si accanisce sugli azzurri gettando alle ortiche il pass per gli ottavi di finale. Sfortuna ed ingenuità!

Trio offensivo del Liverpool che diventa imprendibile nella ripresa. Fulmini mortiferi per il Napoli.

Unico a dimostrare di potersela giocare realmente a tutti i livelli. Kalidou Koulibaly dimostra una volta per tutte di essere il vero top-player degli azzurri. Gli altri deludono le aspettative… U come Undici dicembre: 2013, 2018. Mario Rui come Zuniga.

Van Dijk- Graziato letteralmente dal signor Skomina per quell’intervento da macellaio ai danni di Mertens. Chissà, magari con l’inferiorità numerica sarebbe stata un’altra gara, ma non deve essere un alibi!

Zielinski- Stavolta entra bene nel match, con vivacità, e di fatto imbecca immediatamente Callejon con un cambio di gioco degno di nota. Non basta: game-over ad Anfield.

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