Lo Zibaldone azzurro: Juventus-Napoli dalla A alla Z

Riviviamo la partita di ieri pomeriggio con il classico gioco dell’alfabeto

Approccio alla partita pressoché perfetto: un Napoli spensierato che voleva imporre il proprio gioco senza avere nulla da perdere. Peccato sia durato troppo poco.

Bonucci- Croce e delizia dei bianconeri. Di fatto apre e chiude i conti rispettivamente con un erroraccio in fase di impostazione ed un inserimento tra le maglie azzurre.

Cori beceri, incommentabili e vergognosi che si ripetono settimana dopo settimana. Ma cos’è diventato questo calcio?

Disastrosa la prova dei terzini partenopei: responsabili in tutte e tre le reti dei bianconeri. Non sono insostituibili, anzi… lo sappiamo da tempo. Questi limiti non sono ammessi se si vuole vincere un trofeo!

Errore colossale di Callejon sotto porta e che di fatto pesa tantissimo per le sorti del match. Poteva cambiare tutto, bastava un pizzico di lucidità in più: c’è rammarico!

Fraseggio spettacolare per venticinque minuti, in cui la squadra aveva lasciato presagire di poter dominare contro i mostri. È emersa successivamente la superiorità tecnica evidente degli avversari che con calciatori di tutt’altro livello hanno fatto ciò che volevano.

Gestione della gara superficiale da parte del signor Banti. Arbitraggio tutt’altro che equo. Pessimo per ciò che concerne l’equilibrio sui cartellini estratti: esagerato il secondo giallo a Mario Rui. Una macchia enorme!

Hamsik- Come accade di frequente non incide nei match di cartello. In gare del genere dovrebbe prendersi la squadra sulle spalle ed imbastire la manovra con quella cattiveria e determinazione che fin qui non gli si addicono.

Impegnato in varie circostanze, come era ampiamente previsto, David Ospina fa quel che può compiendo un paio di interventi degni di nota. Difesa in ogni caso da registrare: dieci gol subiti sono eccessivi!

Lesto a gettarsi su tutti i palloni con un’aggressività inaudita: tanto lavoro sporco e sacrificio continuo per i compagni. Non piacerà esteticamente ma magari il Napoli avesse la determinazione di Mario Mandzukic.

Meritata la sconfitta- Bisogna essere obiettivi, nonostante un arbitraggio più che discutibile la Juventus ha dimostrato di essere nettamente superiore. Cammino in netta discesa per gli alieni di Allegri.

Nefandezze che sono sempre nel DNA del Napoli. Manca ancora quella concentrazione e qualche uomo che ti fa compiere il passo decisivo da ottima squadra a corazzata. EMPOLILANDIA!

Ottima, come di consueto, la prestazione di Marques Allan. Il migliore degli azzurri: da un suo recupero palla sulla trequarti scaturisce il vantaggio di Mertens, è l’ultimo a mollare la presa. Prendete esempio…

Pragmatica la Juventus: capitalizzano tutto ciò che creano. Il fenomeno con il numero 7 poi rende tutto più semplice…fin troppo.

Quindici punti in sette giornate sono un bottino tutto sommato positivo, considerando il calendario complicatissimo  e il cambio allenatore. Il problema è che davanti corrono e non si fermano: almeno in campionato, arrivederci sogni di gloria.

Risultato che lascia l’amaro in bocca per come è maturato. Fatto sta che anche Ancelotti sarà sicuramente ben consapevole di non avere un gruppo da Scudetto.

Szczesny- Una sola parata da compiere: si rivela decisiva eccome, anche se Callejon ci ha messo del suo. Spettatore non pagante per diversi frangenti del match.

Trova la seconda rete in campionato ma per il resto non compie un buon lavoro, scomparendo tra le maglie bianconere. Stavolta Dries Mertens è rimandato, allo Stadium, come spesso accade, non incide a sufficienza.

Una settimana da brividi: vietato sbagliare contro Liverpool e Sassuolo. Pronti a battagliare e a dare il 101% prima della seconda sosta stagionale.

Vorace e spietato. CR7 è inappagabile, gioca ogni gara come se fosse una finale. Non deve dimostrare più nulla, eppure sputa sangue ogni secondo. Così si vince, ahinoi!

Zielinski- In questo periodo è davvero difficile farne a meno. Sempre tra i migliori, unico a saltare l’uomo con una certa naturalezza. Grida ancora vendetta il palo colpito al settimo minuto; Ancelotti poteva indubbiamente risparmiargli il cambio.

 

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