Lo Zibaldone Azzurro : Napoli-Verona dalla A alla Z!

Tutto (o quasi) quello che è successo dalla conferenza pre-gara al post-partita lettera per lettera.

Albiol, ma come ti permetti di toglierti la maglia di dosso e farla vedere a quegli ottimi direttori di gara? Te l’hanno solo bucata in area di rigore, niente di scandaloso, perdinci!

B, e mai retrocessione può farci più piacere. Il Verona è una di quelle squadre che proprio non riesce a stare simpatica.

Callejon, sei una divinità, sappilo. Cioè non si può non amarti alla follia.

Del Neri, ma ti prego mister, non cadere nel ridicolo!

Entusiasmante, un San Paolo così bello, caldo e passionale è il vero spot per il calcio. Lo sono meno i petardi lanciati verso i veronesi, chiaramente.

Fischi, assordanti, per l’inno della Lega Serie A. Perché a noi già solo se c’è il termine “lega” ci viene da star male.

Gabbiadini, che bella partita che hai fatto ragazzo, ora riprenditi definitivamente la tua stagione bombardando i nerazzurri a casa loro!

Higuain, la standing ovation se la prende anche se si accomoda in tribuna. Lode a te o pipita.

Ingresso, quello di El Kaddouri rinvigorisce la manovra offensiva dei partenopei, completamente votati alla gestione della palla nella prima parte della ripresa.

Lorenzo, il rigore trasformato e un paio di suggerimenti interessanti, uno su tutti quello per Manolo. E’ ancora poco, ma siamo sulla strada giusta per tornare ai suoi stratosferici livelli stagionali.

Marek, è stata poesia abbinata al pallone la sua gara, semplicemente perfetto ed incredibilmente bello da vedere. Fosse sempre così…

Nove, sono i punti che mancano per segnare il nuovo record di punti in campionato nella storia del club. Rendetevi conto di che lavoro è stato fatto quest’anno.

Occasioni, ad un certo punto nel primo tempo se ne è perso il conto. E se Gabbiadini non l’avesse messa dentro avrei iniziato a pensare che anche il cielo fosse contro di noi.

Pepe, una scampagnata nel giorno del suo rientro in campo. S’è preso il bellissimo sole di Fuorigrotta in pratica, ed ha litigato con i fotografi, nulla più.

Qualità, Jorginho è il faro, la mente, la luce. Jorginho è una meraviglia quando gioca il pallone.

Riccardo, ma non facevi una figura migliore a stare zitto?

Sarri, non c’è in panchina ma la sua squadra gioca a memoria. E’ come se dal dirigibile avesse il pad della playstation in mano, con la tv troppo lontana come piccolo inconveniente.

Tredici, le vittorie al San Paolo, su 16 apparizioni in campionato. Le restanti tre partite sono stati pareggi dai mille rimpianti, ma a Fuorigrotta ci si è sempre divertiti quest’anno!

Udine, è acqua passata, perché se la Juventus le vince tutte (ma proprio tutte) non è un passo per un passo falso che puoi fasciarti la testa in ottica tricolore.

Vincere, anche a San Siro, dove ci aspetta una Inter rinvigorita dalla fortunata vittoria di Frosinone. Dopo lo 0-4 contro il Milan, la “Scala del calcio” va trafugata completamente.

Zero, è la quarta volta nell’anno solare che non si subisce gol. Troppo poco per una squadra che ha fatto della crescita in fase difensiva il suo punto cardine.

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