Lo Zibaldone azzurro: Genoa-Napoli dalla A alla Z

Riviviamo la partita di ieri sera con il classico gioco dell’alfabeto

Avvio di gara tragicomico: Insigne sfiora la rete facendo presagire una serata tranquilla. Passa solo un giro di lancette e Taarabt castiga il Napoli per la gioia dei disfattisti.

Bertolacci- Tanto agonismo, ma non trova mai le giuste misure. A volte sembra correre letteralmente a vuoto. Caro Andrea, tranquillo, non sei l’unica vittima di questi mostri sacri…

Cestinate tre nitide palle gol nel primo tempo. Prima Mertens, poi Hamsik e Zielinski sciupano di tutto dinanzi a Perin. La partita poteva essere chiusa molto prima!

Desta preoccupazione la stanchezza di Mertens. Dries non è al meglio, eppure sigla due reti e mezzo, non osiamo immaginare cosa farà quando tornerà al top.

Eccitante la prova di Diawara. Vent’anni solo sulla carta. Questi ragazzo è davvero impressionante per la maturità che mostra in mezzo al campo.

Finale di gara sofferto, poteva e doveva essere evitato perché il Genoa era con un piede e mezzo negli spogliatoi. Ma vincere aiuta a vincere, e di questi tempi conta solo il risultato.

Ghoulam- Prestazione non del tutto positiva per l’algerino che si perde la marcatura di Rigoni in occasione del 2-3.

Hysaj- Probabilmente il peggiore tra gli azzurri. Sbaglia il fuorigioco sul vantaggio rossoblù, regala un pallone pericolosissimo a Lazovic sul finire di primo tempo. Servirebbe un pò di riposo anche per lui.

Immagine di un Napoli che getta in ogni caso il cuore oltre l’ostacolo. Dries il famelico, anche non al meglio, trascina il resto della squadra verso la nona meraviglia stagionale.

Lazovic- L’anno scorso a Marassi era un fulmine di guerra davvero imprendibile. Questa volta non è così, anzi piú volte appare sorprendentemente timido.

Miglior modo possibile per iniziare un ciclo di gare apparentemente semplici nelle quali è doveroso raccogliere il massimo.

Noumenico il giro palla e la fluidità di gioco con la quale si esprimono questi ragazzi indiavolati. Non è assolutamente reale!

Onore al gemellaggio piú bello d’Italia. Deve essere sempre cosí: nemici solo in campo, spirito fraterno fuori. Ricordo che si tratta di un gioco.

Pressing sul portatore di palla che è venuto un po’meno negli ultimi frangenti di gara.

Quattordicesimo minuto: parabola da urlo che entra direttamente nell’albo delle punizioni magistrali messe nel sette della porta avversaria.

Reazione immediata dopo il vantaggio genoano: segnale di maturità e prova di orgoglio!

Soliti giochi di prestigio dei media che tentano di destabilizzare l’ambiente basandosi anche su ciò che non esiste. Sarri indossa le vesti di capo-popolo scacciando via ogni male.

Tenace, forse anche troppo Marko Rog che vorrebbe spaccare il mondo per dimostrare la sua immensa qualità.

Umiltá con cui la squadra dovrà scendere in campo nelle prossime due sfide. Concentrazione massima e rispetto per gli avversari.

Voragine lasciata aperta dal retroguardia partenopea nella circostanza precedente al secondo gol di Izzo. Nessun male viene per nuocere, diremmo in questo caso. Tutto da imparare da questi episodi!

Zielinski- Finalmente sforna una prestazione quasi in linea con quelle che sono le aspettative su di lui. Corre tanto, spesso si sacrifica in fase di contenimento. Da apprezzare la garra del polacco.

 

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