LA STORIA DEI MATCH IN RIVA ALL’ADRIATICO

Lo stadio “ Adriatico “ di  Pescara sino  all’ undici  settembre 1977 non aveva ancora avuto l’ opportunità di osservare i propri beniamini impegnati in un match di serie A. Ma alla fine della stagione 1976 –’77 finalmente dopo 41 anni dalla sua fondazione, la squadra abruzzese allenata da quel giramondo gentiluomo della panchina chiamato Giancarlo Cadè, dopo aver effettuato due spareggi a Bologna contro Cagliari e Atalanta, venne promossa per la prima volta nella massima serie. La dea bendata stabilì che fosse proprio il primo Napoli targato Gianni Di Marzio a tenere a battesimo in quel lontano soleggiato pomeriggio di fine estate i biancazzurri locali. Contro un Napoli di vecchi marpioni quali Savoldi, Juliano, Chiarugi e Bruscolotti, il malcapitato Pescara da subito capì com’ era diversa la A dalla B…Una botta da fuori di Livio Pin ( che con questo gol si aggiudicò, ironia dalla sorte proprio da un viticultore abruzzese, il premio costituito da 700 bottiglie di vino che lo stesso metteva in palio a favore del primo marcatore del campionato ) aprì subito le danze dopo dodici minuti, raddoppiò il mitico “ Pal’ è fierro “, al secolo Peppe Bruscolotti, chiuse i giochi portando gli azzurri sul 3 –0 già al 36° “ Cavallo Pazzo “ Chiarugi beffando con un diabolico pallonetto il barbuto Piloni, già dodicesimo di Zoff alla Juventus. L’ala Repetto nella ripresa riuscì a realizzare il punto della bandiera che fissò il punteggio finale sul 3 –1, non mettendo mai in percolo però la vittoria azzurra.

A fine campionato il Pescara pagò a caro prezzo il tradizionale scotto riservato alle matricole classificandosi all’ ultimo posto, pur mostrando a tratti un gioco abbastanza gradevole, buon sesto posto con annessa qualificazione in Coppa Uefa per il Napoli di Di Marzio, che riuscì anche a conquistare la finale di Coppa Italia, sconfitto in finale secca all’ Olimpico di Roma dall’ Inter di “ Spillo “ Altobelli. Ancora dopo uno spareggio, stavolta con il Monza sempre a Bologna, il Pescara guidato dall’ eterno recordman ( dura dal 1959 ! ) fra i goleador nei campionati a diciotto squadre, l’ argentino Antonio Valentin Angelillo risale subito in A, ma complice un avvio nient’ affatto facile, quando il calendario propone l’ incontro con il Napoli di Vinicio ( 2 dicembre 1979 ) è il tecnico del “ colbacco “ ex di Torino e Milan  Gustavo Giagnoni a sedere sulla panchina dei padroni di casa. Una gran punizione di Cinquetti gli regalò il successo a venti minuti dal termine, aprendo la crisi in casa azzurra, dopo un precampionato ricco di speranze. Proprio dopo l’ incontro di ritorno con il Pescara, Luis Vinicio presentò le dimissioni, deluso da una stagione non certo ricco di soddisfazioni. Ma a Giagnoni e ai suoi non andò certo meglio, visto che per gli abruzzesi per la seconda consecutiva volta l’ avventura fra le “ Grandi “ si risolse nel medesimo modo : retrocessione con annesso ultimo posto finale.

Passano otto anni, e con il calcio – spettacolo di Gianni Galeone l’ Abruzzo rivede la serie A, stavolta però per rimanerci ( stagione 1987 –’88 ). Ma contro i campioni di Ottavio Bianchi, pur disputando un buon incontro, per il Pescara il 28 febbraio 1988 non vi fu nulla da fare, bruciato da un colpo di testa di Bruno Giordano a fine primo tempo, stabilendo ( record ancora imbattuto ) il settimo successo di fila del Napoli di Maradona nella sua storia. Purtroppo alla fine il Milan di Sacchi…L’anno dopo invece, dopo un gran girone d’ andata, clamorosamente il Pescara sempre guidato da Galeone retrocesse in serie B, bloccando però sullo 0 –0  il 5 marzo 1989 un Napoli ancora in corsa con l’ Inter dei record diretta da Giovanni Trapattoni, staccato solo di due punti. Il Pescara fa ritorno in A, sempre con Galeone in panca per la stagione 1992 –’93, che ancora una volta regala agli abruzzesi l’ amarezza dell’ immediata retrocessione, i quali però, con uno scatto di orgoglio il 16 maggio 1993 surclassano per 3 –0 un Napoli ancora targato Bianchi, saltato in sella a stagione in corsa al posto di Claudio Ranieri. Dopo un penalty fallito da Fonseca, una doppietta di Stefano Borgonovo tolse agli azzurri le residue speranze di inserirsi nella corsa alla qualificazione in Coppa Uefa. Dopo di allora da registrare altri tre confronti disputati sempre in serie B, nel 1998 – ’99 ( 0 –1 ), nel 1999 –’00 ( 1 –1 ), e nel 2003 –’04 ( 1 –2 ). In totale su otto confronti, il Napoli se ne è quindi aggiudicato la metà, uscendone sconfitto soltanto in due occasioni. Non è difficile credere che Calaiò ( grande ex di turno ) e c. vogliano che la tradizione sabato si rispetti…     

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