Napoli- Sampdoria 28-04-96(1-0)

Nel periodo più fulgido dell’ epopea maradoniana ( 1987 ) , ci fu un momento in cui sembrava che a Napoli potesse approdare uno dei migliori portieri del momento al mondo, ovverosia colui che ora siede sulla panchina della Sampdoria, prossimo avversario degli azzurri domenica sera al San Paolo. Naturalmente stiamo parlando di Walterone Zenga, che poi decise però di restare con la sua amata Inter, dove militò dal 1982 al 1994. Alla vigilia poi dei mondiali americani targati Arrigo Sacchi, fra Inter e Sampdoria ci fu lo scambio fra Pagliuca e Zenga, con ognuno chiamato a difendere la porta che nella stagione precedente era dell’ altro. Sotto la lanterna il buon Walter rimase per due campionati, prima di tentare l’ avventura americana con i New England Revolution. Il 28 aprile 1996 il Napoli del grande ex Vujadin Boskov, dovette sudare le proverbiali sette camicie, prima di aver ragione della diga eretta da Zenga a difesa della sua porta. Si era alla 32esima giornata ( il campionato ne prevedeva ancora 34 ) e, vincendo, gli azzurri avrebbero raggiunto matematicamente la sospirata salvezza, per la verità già quasi certa alla vigilia di quel match. La Sampdoria viceversa tentava ancora di conquistare la zona- Uefa, ma le residue speranze blucerchiate naufragarono in quel nuvoloso pomeriggio partenopeo. Agli ordini di Pellegrino di Barcellona Pozzo di Gotto, così si schierarono le squadre : Napoli con Taglialatela, Ayala, Colonnese, Cruz, Tarantino ( 22° Policano ), Buso, Bordin, Pari, Pecchia, Pizzi ( 73° Di Napoli ), Agostini ( 82 ° Taccola ). L’ allenatore dei liguri, Sven Goran Eriksson rispose con : Zenga, Sacchetti, Lamonica ( 87° Bertarelli ), Franceschetti, Evani, Seedorf, Karembeu, Salsano, Invernizzi, Mancini ( 55° Maniero ), Chiesa. La Samp si fa viva per prima con Chiesa, che, anticipando Taglialatela in uscita, da difficile posizione mette di poco a lato. Nel Napoli il libero brasiliano Cruz viene schierato in posizione più avanzata rispetto al solito, e la manovra azzurra ne beneficia. Al 31° è addirittura Roberto Mancini a respingere sulla linea una conclusione di Agostini di testa, poi è il Policano ( subentrato all’ infortunato Tarantino ) ad impegnare severamente Zenga, che si salva di piede. L’ ultima conclusione del primo tempo è degli ospiti ancora con Chiesa, ma ” Batman ” Taglialatela fa buona guardia. L’ assalto azzurro riprende nella ripresa. Il talentuoso Pizzi dopo aver scambiato palla con Agostini si presenta solo davanti a Zenga, ma il rimpallo lo sfavorisce. Il Napoli insiste, due conclusioni da fuori consecutive di Agostini e Buso fanno gridare al gol, ma ” Deltaplano ” ( come lo chiamava Gianni Brera ) sembra insuperabile. Attacca e attacca, in contropiede per poco Sacchetti non beffa il Napoli, ma è la volta del portierone azzurro a raccogliere gli applausi, con una bella respinta di piede. Al minuto 82 Policano ci riprova, ma Zenga si invola in tuffo ed evita ancora il gol. Quando lo 0 -0 sembra scritto, è il giovane Arturo Di Napoli a risolvere la sfida a quattro minuti dal termine, prima procurandosi un rigore grazie ad un ingenuo fallo di Lamonica, poi trasformandolo di potenza autorevolmente. L’ 1 -0 ( con salvezza matematicamente colta ) era ormai cosa fatta ; nonostante Zenga…
Negli ultimi anni è sensibilmente migliorato il bilancio azzurro con la Doria al San Paolo. Complessivamente la storia riporta 22 ( 1 in B ) successi del Napoli, 20 ( 2 fra i ” cadetti ” ) pareggi e 9 sconfitte. Nella scorsa stagione Higuain e soci si imposero con un pirotecnico 4 -2 ; proprio il ” Pipita ” fu il grande protagonista con una doppietta, corredata dai centri anche del grande ex Gabbiadini e di Lorenzo Insigne. Dopo l’ inatteso rovescio con il Sassuolo, urge subito rimettere le cose a posto con una bella vittoria. Magari per 4 -2…
EMANUELE OROFINO
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