E’ IL PAREGGIO IL RISULTATO CHE MANCA DA PIU’ TEMPO A MARASSI
Non è una data che amiamo ricordare, ma quella del 24 marzo 1991 è proprio impossibile da dimenticare. Durante un triste Sampdoria – Napoli ( 4 –1 per la “ Banda Boskov “ ), Diego Armando Maradona su calcio di rigore, al 75° minuto, realizzò l ‘ ultimo dei suoi 81 gol firmati in campionato nei sette anni trascorsi all’ ombra del Vesuvio, disputando contemporaneamente anche l’ ultimo match in assoluto con la maglia azzurra. Appena quattro giorni dopo, Diego ( con una rapidità che definire sospetta è dir poco…) venne condannato ad una squalifica per un anno, per aver preso sostanze contrarie alle normative anti – doping, nel corso di Napoli – Bari il febbraio di quel nefasto 1991. Calava il sipario sul più bel periodo della storia del Napoli ; aggiungere altro ci sembra superfluo.
Il romanzo dei 44 Sampdoria – Napoli ( di cui appena tre dei quali disputati in serie B ) ha inizio solo il 26 gennaio 1947; il dodici agosto dell’ anno precedente, la Sampierdarenese e l’ Andrea Doria decisero di fondersi, dando così vita alla squadra del “ Marinaio “, dal nome così ostico da pronunciare, ma anche da una maglia davvero unica al Mondo. Quel primo incontro arrise agli azzurri per 1 –0, grazie ad un gol al 78° di Michele Andreolo, campione del Mondo 1938. Da allora in poi però, per diversi anni, il “ Marassi “ blucerchiato sarà avido di soddisfazioni per il Napoli, sconfitto in ben otto delle successive dieci partite. L’ anno dopo ( 1947 –’48 ) sul neutro di Firenze, non bastò l’ iniziale vantaggio di Santamaria al 76°, ad evitare al fotofinish il pareggio ed il successo avversario per 2 –1, firmato da Bassetto ( uno dei più grandi attaccanti doriani di sempre ) e dallo svedese ( gli scandinavi allora erano di gran moda ) Koenig. Sconfitto per 3 –1 nel ’51, per 2 –1 nel ’51 e nel 1952, e per 1 –0 nel 1953 –’54 ( l’ anno prima era finita 0 –0 ), al Napoli andrà ancora peggio nei due anni successivi : finisce 5 –2 il 12 giugno 1955 ( salva l’ onore Jeppson ) e 3 –0 nel 1955 –’56, con uno dei tre gol firmato da un futuro grande libero azzurro : Pierluigi Ronzon. Nelle stagioni seguenti, la “ Zona Cesarini “ non portò ancora bene al Napoli, sconfitto per un gol all’ ottantanovesimo nel 1957, e per 3 –0 il 22 dicembre sempre di quell’ infausto 1957, con una doppietta firmata ( scusate il gioco di parole ) da Eddie Firmani negli ultimi sei minuti, dopo il vantaggio messo a segno da Conti ( solo omonimo di Bruno ) , autore del gol decisivo l’ anno prima. Finalmente, dopo uno 0 –0 nel 1958 –’59 ( al termine del quale Luis Vinicio dichiarò che voleva tornarsene in Brasile ), lo stesso ineguagliabile Luis portò gli azzurri alla vittoria per 2 –0 il 27 –12 –1959, facendo passare un bel capodanno a tutti i napoletani, bruciando nel finale ( 72° e 89 ° ) la resistenza dei liguri, che però, dopo un altro 0 –0 nel 1960 –’61, si rifanno con gli interessi nel 1962 –’63 ( 3 –0 con doppietta di Sergio Brighenti, gran goleador degli anni ’60 ), e nel 1965 –’66 ( 1 –0 con gol di Cristin ). Da questo momento in poi, per la durata di dieci anni, comincia il periodo più felice del Napoli nelle sue incursioni nella Genova doriana. Infatti, gli azzurri perdono soltanto nell’ ultimo turno della stagione 1975 –’76, in una gara che se non interessava al Napoli di Vinicio ( già in Coppa Uefa ), era vitale per la Sampdoria di Eugenio Bersellini ( detto il “ sergente di ferro “ ), costretta a vincere per evitare la B ( finì 2 –1 con gol di Beppe Savoldi su rigore ). Facendo un passo indietro, troviamo Josè Altafini protagonista nel 1967 –’68 e nel 1968 –69: prima su rigore a tre minuti dal termine, pareggia l’ iniziale vantaggio ligure ottenuto sempre su penalty da Mario Frustalupi, regista della Lazio campione d’ Italia edizione 1974. Poi, il 16 –2 –1969, da il “ là “ al 2 –0 vincente con una sua prodezza al minuto 43, raddoppiata nel finale da Paolone Barison. Dopo lo 0-0 del 1969 –’70, con un gol di Ottavio Bianchi al 5° della ripresa, il Napoli s’ impone ancora per 1 –0 nel 1970 –’71 ( 4 ottobre ), impresa ripetuta anche per 2 –1 nel 1971 –’72 ( a segno Manservisi e Improta ). Invece, una rete di Giovanni Ferradini dopo sessantasette minuti di gioco, il 13 maggio 1973, evitò al Napoli di Beppone Chiappella di cancellare un desolante zero nella casella dei gol segnati in trasferta. Infatti, nonostante la salvezza venne conquistata senza alcun patema ( in casa la squadra andava discretamente ), fuori casa incredibilmente si dovette attendere l’ ultimo match lontano dal S. Paolo, affinché potesse “ gonfiarsi “ la rete avversaria ( quel giorno finì 1 –1 ). Terribile fu invece la gara del 3 marzo 1974; in uno scontro fortuito con il centravanti doriano Mario Maraschi, saltarono i legamenti del ginocchio dell’ attuale trainer del Cesena, allora prode difensore azzurro, al secolo Giovanni Vavassori, che potè tornare in campo quasi due anni dopo, dopo la bellezza di due interventi subiti a Lione dall’ allora famosissimo Dott. Trillat, soprannominato il “ Mago del ginocchio “ ( il match finì 1 –1 ). Lo stesso Maraschi ( dopo lo 0 –0 della gara sovra descritta ), portò avanti i suoi con un gol al 5° del primo tempo, il 17 –11 –1974, pareggiato da Rosario Rampanti ad un quarto d’ ora dal termine. La Samp, dopo tante salvezze all’ ultimo respiro ( erano famosi negli anni ’70 i rush finali vincenti dei liguri ), retrocede al termine della stagione 1976 –’77, per far ritorno in A solo nel 1982 –’83. Il 2 gennaio 1977, a Genova finisce 2 –2, in una gara appassionante e incerta sino all’ ultimo, con gol azzurri messi a segno da Savoldi e Chiarugi.
Sarà ancora un pareggio il 20 marzo 1983, con gli azzurri a rincorrere per quasi tutto l’ incontro, dopo un bel di Trevor Francis, talentuoso ma sfortunato ( era falcidiato dagli infortuni ) attaccante inglese. Il punto del pareggio lo siglò di testa Paolo Dal Fiume. Secco e senz’ appello il successo blucerchiato del 18 –12 –1983 : 4 –1, con seconda rete realizzata da Roberto Mancini, mentre il gol azzurro fu in mischia di Gigi Caffarelli. Dopo lo 0 –0 del 1984 –‘85( esordio maradoniano al Marassi doriano ), il 15-12-1985, il Napoli vede arrestare la sua corsa al primato della Juventus, subendo una secca ma meritata sconfitta per 2 –0, bruciato dal gol di Pino Lorenzo ( centrattacco calabrese tutto d’ un pezzo ), e da uno slalom vincente di Mancini, già in chiusura di primo tempo. Quel giorno, esordì in A un talento precoce, che purtroppo non ebbe fortuna in maglia azzurra : Ciccio Baiano. La tradizione avversa, subisce fortunatamente una brusca svolta nei due anni successivi; nell’ anno del primo scudetto ( 1986 –’87 ), il Napoli vince per 2 –1, agganciando ( si era alla quinta giornata ), in testa i campioni della Juventus. Segnò per primo Caffarelli, fine opportunista nel ribattere a rete una punizione calciata sulla traversa da Diego, pareggiò nella ripresa Vialli su rigore ( netto per la verità ), poi al 65° anche al Napoli venne concesso un penalty ( molto dubbio per la verità ), per un abbraccio del “ Russo “ Vierchowod a Maradona, infallibile sul tiro dagli undici metri . Sempre il “ Pibe de oro “ protagonista pure il 17 –1-1988, con un suo maligno tiro vincente a soli tre minuti dal termine, sotto una pioggia torrenziale, con un campo forse oltre i limiti della praticabilità. Prima del match, la Sampdoria aveva un distacco di appena tre punti dal Napoli capolista, quindi la gara assumeva grande importanza sulla strada verso lo scudetto. L’ 1 –0 finale relegò i sogni tricolori del Presidentissimo Mantovani a data da destinarsi ( 1990 –’91 ). Dopo uno 0 –0 senza squilli del 1988 –’89, nonostante una grande prova, il Napoli nella stagione del 2° tricolore, cedette le armi per 2 –1 sotto i colpi di Lombardo e Beppe Dossena. Di Careca il temporaneo pareggio azzurro, con, la “ Bigon Band “, a fine partita, sempre sotto di un punto al Milan capolista, sconfitto in quel 18-3-1990, nel derby con l’ Inter di Trapattoni per 3 –1. Dopo la già citata ultima recita maradoniana del 1990 –’91, finisce 1 –1 nel 1991 –’92, 3 –1 per la Samp l’ anno dopo, che, s’ impone anche nel 1993 –’94, al termine di un match il cui risultato ( 4 –1 ), mal fotografa quei novanta appassionanti e incerti sino all’ ultimo, con la Samp che prima sbaglia un rigore e poi segna con Attilio Lombardo, con il Napoli che fa altrettanto ( Fonseca prima sbaglia un penalty, poi fa centro su punizione ), con i doriani subito di nuovo avanti con Ruud Gullit, con gli azzurri a premere furiosamente per tutto il secondo tempo, beffati in contropiede da Mancini per due volte negli ultimi cinque minuti. Da quel momento per il Napoli inizia un’ altra serie positiva, con ben tre vittorie contro due sconfitte ed altrettanti pareggi. Nel 1994 –’95 finì 0 –0, il 23 –12 –1995, nel posticipo serale pre – natalizio, con reti di ( allora solo Arturo ) “ Re Artù “ Di Napoli e di Renato Buso , l’ ultimo Napoli edizione – Boskov, raddrizzò sul 2 –2 una gara nata in salita a causa di un autogol di Andrè Cruz, e da una prodezza di Chiesa. Un gran gol del talentuoso ma incostante brasiliano Beto, decise invece a favore del Napoli la sfida dell’ anno seguente ( 29 –9-1996 ), giunto a sorpresa ad un quarto d’ ora dalla fine. Terribile invece fu la scoppola dell’ anno dopo, nella disgraziata stagione della retrocessione all’ ultimo posto : 6 –3, con tripletta di Montella, gol dell’ ex Boghossian, di Jurgen Klinsmann ( C.t. tedesco agli ultimi mondiali ). Claudio Bellucci, che quel giorno vestiva la maglia azzurra, illuse sé ed i suoi con il gol dello 0 –1, prima che arrivasse la grandine blucerchiata. Di Protti e Rossitto lei altre due marcature. Decisiva ( ottenuta con una perfetta gara in contropiede ) fu il successo azzurro ottenuto in B il 22 aprile 2000 per 2 –0, ai fini della promozione finale a favore del Napoli di Novellino nei confronti della Sampdoria di Giampiero Ventura, classificatasi alla fine quinta, ad un sol punto dagli azzurri, quarti e promossi. Di Antonino Asta e Stefan Schwoch i gol di quella importantissima vittoria, ripetuta con lo stesso punteggio due anni dopo, sempre in B dal Napoli di De Canio ( 0 –2 il 30 –3 –2002 ), grazie alle marcature di Vidigal e Rastelli. Ultimo confronto, sempre fra i cadetti, il 10 marzo 2003, e stavolta è il Doria ad avere la meglio, col classico punteggio all’ inglese : 2 –0, con centri di Bazzani e Flachi.
In definitiva, su 44 confronti, la Sampdoria ha avuto la meglio in 19 occasioni, contro 10 successi azzurri, corredati da 15 pareggi. Il bilancio, assoltamente negativo all’ inizio, è andatoo sensibilmente migliorando a partire dagli anni ’70 in poi, pur non considerando il Marassi doriano benevolo con il Napoli. Ma le tradizioni si sa, sono destinate anche ad interrompersi…
