LA SIRENA DI NICOLAS AMODIO

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Fino ad oggi, la Serie A l’ha vista solo in tv o al massimo dalle gradinate di uno stadio. Oggi, invece, potrebbe respirare per la prima l’aria di un manto erboso di serie A. Nicolas Amodio, centrocampista uruguayano classe 1983, ci spera e forse ci crede anche vista l’infermeria piena e la squalifica del compagno di centrocampo.Amodio ha vissuto una carriera in crescendo mostrando continui salti di qualità. Dal Defensor Sporting, club uruguayano, alla Sambenedettese di Ballardini e l’amico connazionale Bogliacino; uomo di mediana dalla grande forza fisica, unita alla duttilità tattica, di chi si piazza in un punto del campo, ne crea un raggio d’azione e prende tutto ciò che entra nel suo spazio restando a pieno servizio dei compagni. In serie C le sue doti di lottatore, mascherate da un volto timido e introverso, hanno fatto a spallate con la concorrenza acerrima fino a strappare un attestato di stima trasformato in contratto da Pierpaolo Marino; dopo l’esperienza a San Benedetto del Tronto culminata con il raggiungimento dei Play – Off, Nicolas aveva le valige già pronte per tornare in patria vista la scadenza del prestito, ma lì dove doveva finire la sua avventura italiana è immediatamente ricominciata: il San Paolo.

 

Il Napoli lo rileva a titolo definitivo, unitamente a Bogliacino, per consegnargli le chiavi del centrocampo partenopeo. La grande considerazione di Reja lo porta a vincere prima il campionato di C, poi quello di Serie B con 52 presenze in curriculum. La massima serie, però, è un altro mondo. Un mondo spietato dove per affrontarlo hai bisogno di spalle forti e rodaggio già alle spalle, cosa che manca al mediano di Montevideo.Lottatore in campo quindi, ma anche fuori. Nicolas convive dall’età di 9 anni con il diabete giovanile che comunque non lo fermerà nella sua ascesa. Rispettoso e tranquillo anche con il broncio, lo dimostra quando al ritorno in Serie A, il Napoli lo scarica in prestito prima a Treviso poi a Mantova, ma la sua professionalità l’ha spinto a non contestare mai, né tantomeno ad arrendersi. Nella stagione in corso, Nicolas, è partito con la squadra. Ha sofferto e gioito con i compagni, ha continuato ad allenarsi seriamente nonostante si trovasse ai margini di scelte e convinzioni, fino all’arrivo di Donadoni.Il nuovo tecnico ha già ripescato Grava visti i tanti e pesanti infortuni, adesso potrebbe caricare la sirena per richiamare alle armi anche Nicolas. Il momento è difficile e delicato, un guerriero è ai box e lui potrebbe trovarsi nella posizione giusta al momento giusto. Non è mai troppo tardi, dovrebbe dire tra se e se, ma forse, per uno come lui, potrebbe bastare un…tocca a te!

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