NELLE MANI DI MORGAN

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Tante critiche, piovute da ogni parte. Un primo scorcio di stagione non certo entusiasmante, con grandi parate e goffi errori. Prestazioni altalenanti, una maglia da titolare messa più volte in discussione: questo era ma non è più Morgan De Sanctis. Un calciatore ritrovato, grazie a quella sua serenità propria solo dei grandi campioni. Il portiere della provincia di Chieti ha saputo a poco a poco conquistarsi la stima dei compagni e dei tifosi, risultando spesso decisivo ai fini del risultato. Mazzarri deve ringraziare anche a lui se la sua striscia di risultati utili non si è ancora conclusa. Nonostante una difesa sempre nuova, alle prese con continue emergenze e squalifiche, Morgan ha saputo difendere i pali del Napoli, zittendo tutti coloro che chiedevano a gran voce il rientro di Gennaro Iezzo.

Dominatore dell’area di rigore, è venuto a Napoli per conquistarsi un posto per i Mondiali. Gli anni passati all’estero lo hanno reso un portiere di esperienza internazionale e dopo un periodo di ambientamento lo sta finalmente dimostrando. Imbattuto da ormai 360 minuti, si candida ad essere il vero vice-Buffon, visto il momento non certo felice di Amelia e le non straordinarie prestazioni di Marchetti. Quei capelli un po’ trasandati e  quell’aria un po’ assente sembravano sposarsi male con la città e con la gente. Invece un rapporto si è creato e i tifosi partenopei hanno riposto le loro speranze europee nelle mani di Morgan. Un peso di certo non poco gravoso da portare, ma la maturità del portiere azzurro esce qui allo scoperto. “Facciamo sognare i nostri tifosi, siamo noi nello spogliatoio che dobbiamo restare con i piedi per terra”. Queste le sue parole, riflesso di un uomo conscio delle aspettative dei tifosi, ma anche della forza della squadra. Non deludere a Napoli è un dovere, in una città in cui il calcio è una fede non uno sport, dove il sacro si mischia inesorabilmente con il profano. Di sicuro Morgan non ci avrà messo tanto a capirlo, quando domenica guardando in alto sugli spalti si è ritrovato di fronte 60.000 persone che urlavano per un rigore neutralizzato. Sensazioni che certo in un’intera carriera ogni giocatore vorrebbe vivere almeno una volta. Ma se continua così, il numero 26 azzurro dovrà farci l’abitudine. Per non perdere il treno dell’Europa e l’aereo per il Sud Africa, è chiamato nel girone di ritorno a ripetere quanto di buono fatto negli ultimi due mesi dando sicurezza al reparto difensivo e migliorando ancora nei rilanci e nelle uscite. Piccoli difetti che, con il lavoro costante e la grande dedizione sua e dello staff, possono essere smussati se non del tutto eliminati. Il pubblico partenopeo ha bisogno di un leader e Morgan ha tutte le carte in regola per diventarlo. Parando le critiche è arrivato fin qui ed ora che le critiche sono ormai svanite siamo tutti in attesa di scoprire fin dove le sue mani accompagneranno i desideri azzurri.

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