Il Napoli è vivo anche in Europa!

Vincere per tenersi aggrappati al treno che porta ai sedicesimi di finale: il Napoli affronta la Real Sociedad di Alguacil in un match dalle mille insidie contro l’avversario più competitivo del girone. Stavolta Gennaro Gattuso attua un turnover più ampio dando un turno di riposo a diversi “titolarissimi”. I partenopei evidenziano un ottimo approccio, giocando subito di prima e tentando di sfruttare le sovrapposizioni degli esterni sull’out di sinistra. Nel vivo del gioco anche Andrea Petagna, che cerca di essere dinamico muovendosi su tutto il pronte offensivo, facendo tanto lavoro sporco nella protezione palla e nel tentativo di smarcare i compagni che agiscono alle sue spalle. Il Napoli non riesce a concretizzare due nitide occasioni: prima con un Insigne, che dopo una bella serpentina calcia sul secondo palo non trovando lo specchio, e successivamente con Mario Rui che viene lanciato in porta in seguito ad una bella triangolazione proprio con Insigne e Petagna, ma il suo scavetto termina al lato. Predominio territoriale che tuttavia dura fino al ventunesimo minuto, quando Lorenzo Insigne è costretto ad abbandonare il terreno di gioco a causa di un nuovo guaio di natura muscolare, lasciando il posto ad Hirving Lozano. Da questo momento sembra spegnersi gradualmente la lampadina del Napoli, con gli uomini di Alguacil che al contrario iniziano a gestire il possesso, mettendo per la prima volta in azione le due mezzali talentuose come Merino e David Silva e soprattutto Oyarzabal che comincia a fare la differenza nella metà campo avversaria e a creare scompiglio nella retroguardia ospite. Bakayoko e Demme effettuano un buon filtro, anche se quest’ultimo appare spesso eccessivamente scolastico, limitandosi ad effettuare giocate elementari senza assumersi responsabilità notevoli nell’impostazione della manovra. Lobotka tende ad abbassarsi più sulla linea dei centrocampisti e di fatto i tre attaccanti non vengono supportati a dovere in proiezione offensiva. Nella ripresa gli azzurri cominciano con un atteggiamento volutamente attendista, con l’intento di far alzare il baricentro degli spagnoli e colpire poi nelle ripartenze. Il Napoli sblocca l’incontro proprio con una giocata che stava venendo a mancare negli ultimi tempi: il tiro dalla lunga distanza. È Politano, uno degli specialisti in materia, a trovare il bersaglio grosso con una conclusione da fuori approfittando anche di una deviazione fortuita di un avversario. Gattuso mescola le carte inserendo Osimhen, Mertens e Di Lorenzo in luogo di Petagna, Lobotka e Politano. La formazione basca non smette di giocare mettendo in mostra tutta la qualità del proprio reparto offensivo. David Silva riesce ad imbeccare ottimamente Portu che calcia di prima intenzione trovando il miracolo di Ospina che toglie la palla dall’angolino. I baschi giocano ormai in una sola metà campo, ma il Napoli si difende impeccabilmente cercando di evitare puntualmente le occasioni di uno contro uno. Ogni qual volta la Real Sociedad tenta di affacciarsi all’interno dell’area uno spaventoso Koulibaly erge un muro impedendogli di passare da qualsiasi fronte. Nel finale da denotare la leggerezza di Victor Osimhen, che prende due gialli ingenui lasciando i propri compagni in inferiorità numerica. L’ultimo pallone della gara neanche a dirlo è di proprietà di Koulibaly che allontana l’ultimo potenziale pericolo e mette in cassaforte i primi fondamentali tre punti del girone. Il Napoli fa bottino pieno in terra basca e la settimana prossima affronterà in trasferta il modesto Rijeka, surclassato quest’oggi dall’AZ. Il Napoli è vivo anche in Europa.

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