Hysaj con Ancelotti sta dimostrando tutti i suoi limiti, si o no?

 

ACCUSA(PM LUIGI GIORDANO)

E’ sempre la solita storia, tutte le gare in cui il Napoli ha trovato delle difficoltà vedi Sampdoria, Juventus e Roma ci sta lo zampino di Hysaj. Sono palesi le responsabilità del giocatore albanese sul primo gol preso con la Doria, con la Juve e sul gol della Roma. Non è un caso, quando il livello degli avversari sale, Hysaj va in palese confusione e difficoltà. Il livello tecnico dell’albanese è molto basso, fino a che doveva seguire lo spartito sarriano di seguire la linea e la palla riusciva a gestirsi, ora che con Ancelotti deve fare un lavoro che da piu’ importanza alla tecnica individuale ed alle giocate rispetto al mnemonico movimento della linea, è in netta ambasce. Non è un caso se nelle gare piu’ impegnative di stagione contro Liverpool e Psg contro avversari fortissimi dal punto di vista tecnico è rimasto in panchina a favore del piu’ tecnico e deciso Maksimovic. Ma addirittura anche il sorprendente Malcuilt che non ha una grande cultura difensiva è apparso migliore di lui, soprattutto ha un bel piede e sa crossare. Al punto tale che ci chiediamo se l’albanese non possa perdere il posto e giocarsi il suo posto sia Nikola che Kevin a seconda se contro l’avversario bisogna fare una partita piu’ difensiva o offensiva

DIFESA(AVV.ANTONIO LEMBO)

Nella parte finale dell’accusa c’è già uno stralcio di difesa per il terzino albanese. Hysaj rappresenta una delle armi di Ancelotti da utilizzare a seconda dell’avversario. Trovare solo in lui il capro espiatorio per i gol subiti ieri e in altre occasioni e’ alquanto riduttivo. Errori come quelli contro la Roma sono palesemente di squadra. La linea scivola troppo verso sinistra costringendo Hysaj a chiudere su Dzeko e se poi El Sharaawy si trova solo non è solo colpa sua. Hysaj di sicuro ha dalla sua la possibilità di potersi adattare anche sulla fascia mancina e questa duttilità torna utile ad Ancelotti. Il tecnico di Reggiolo può aiutare il terzino azzurro a crescere anche perché adesso il gioco è diverso e lo avvicina di più alla porta rispetto a prima. Non è più il giocatore del primo anno di Sarri che tanto stupì ma può tornare ancora ad essere una pedina importante per Ancelotti in alcune situazioni e in alcune gare. D’altronde non esistono più i titolarissimi come ai tempi di Sarri e quindi è giusto che ognuno si giochi il posto gara dopo gara. Questo non può che essere da stimolo positivo per la crescita individuale e di gruppo.

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