Ma siamo certi che il problema fosse l’attaccante?
ACCUSA(PM . LUIGI GIORDANO)
Il Napoli dopo la cinquina di Cagliari sigillata da un tripletta di Dries Mertens è oggetto di dati statistici dei media, ribaditi anche dalla società e dallo stesso Sarri. Abbiamo segnato piu’ gol della scorsa stagione nello stesso momento del campionato e non abbiamo piu’ Higuain e si è infortunato Milik. Premesso che giocare con un finalizzatore aiuta la squadra quando la manovra è asfittica, il Napoli se non vinto molte delle precedenti gare non era solo per colpa dell’assenza di Milik. Come ha detto giustamente Dries al termine della gara con il Cagliari, nelle altre gare eravamo poco cattivi e sbagliavamo i gol. Questa è la verità, il Napoli le ha sempre create le palle gol, sono mancate le finalizzazioni o meglio pure quando si segnava il gol del vantaggio o del pareggio poi la squadra non è stata brava a gestirlo. Infatti il Napoli ha vinto le ultime tre gare non solo segnando i gol ma tenendo per ben due volte clean sheet la propria porta, e quindi se le vittorie non arrivavano non era solo per colpa dell’assenza di Milik o perché Gabbiadini non era uomo da schemi di Sarri, ma perché si difendeva male e con poca cattiveria.
DIFESA(Avv.ANTONIO LEMBO)
Potremmo definirla come una difesa della…difesa, l’analisi della questione “attaccante”. I numeri, infatti, sono sempre stati dalla parte del Napoli anche nei pareggi con Lazio e Sassuolo. Gli stessi tiri in porta in entrambe la gare così come contro il Cagliari. E pochissime le sortite offensive degli avversari. Purtroppo la finalizzazione non è stata la stessa nelle tre gare e errori individuali nel reparto arretrato hanno determinato i differenti punteggi. L’errore di Reina contro la Lazio e quello della difesa (equamente diviso tra Strinic, Chiriches e Hysaj) nel lasciare libero Defrel contro il Sassuolo, hanno condannato gli azzurri al pareggio. Paradossalmente ha avuto più occasioni l’Inter che tutte e tre le altre avversarie nelle ultime gare. Lo stesso Benfica in Champions ha segnato solo e unicamente per la “leggerezza” di Albiol che, invece, è stato determinante nelle altre gare. Il suo ritorno ha dato più certezze al reparto arretrato. Se, però, il Napoli avesse avuto più precisione nel capitalizzare le numerose occasioni costruite forse staremmo parlando di punteggi diversi contro Sassuolo e Lazio, così come in precedenza, senza gli errori dei singoli in fase difensiva. Ora attendiamo la controprova nelle prossime due gare dove vediamo se l’assenza di Koulibaly peserà e se l’attacco sarà capace di continuare a finalizzare la mole di gioco come fatto contro Inter, Benfica e Cagliari.


