Hamsik spento in questo avvio di stagione, è il caso di rifiatare?
Inizio stagione stellare per il Napoli di Maurizio Sarri, tranne che per la gara di Kharkiv, è positivo il bilancio in queste prime gare stagionali tra campionato e Champion’s League, con 13 gol fatti e i soli 4 subiti sembrerebbe esser tutto rose e fiori dalle parti di Castelvolturno, anche se è evidente una nota stonata: il rendimento sottotono di capitan Marek Hamsik.
Maurizio Sarri, infatti, in queste prime uscite stagionali, ha sempre sostituito lo slovacco in favore di Rog o Zielinsky, i quali, soprattutto nelle ultime due di campionato, si sono rivelati determinanti. Ma, il tecnico toscano, non sembra rinunciare, almeno dal primo minuto, a Marek, irremovibile nelle sue gerarchie. Intendiamoci, l’inizio di stagione dello slovacco non è stato del tutto negativo: nella gara di ritorno del preliminare a Nizza fu lui a servire Callejon per il vantaggio azzurro, del resto i grandi giocatori come lui, anche in periodi di forma non eccellenti sanno sempre tirare dal cilindro la giocata vincente.
Hamsik è un patrimonio del Napoli, un ragazzo umile che, quando è stato messo da parte, come nella gestione Benitez che ne fece il giocatore più sostituito d’Europa, non ha mai alzato la voce o scosso l’ambiente, ma è sempre rimasto in silenzio a lavorare e a meditare sugli aspetti che andavano migliorati.
Oltre al suo momento di forma non eccezionale, è sotto gli occhi di tutti la crescita di Zielinsky che, contro Atalanta e Bologna, ha fatto vedere cose meravigliose ed ha dimostrato di spostare gli equilibri in gare, tatticamente, complicate, proprio come chiedeva Sarri quest’estate dal ritiro in Val di Sole.
Non solo con il Napoli, ma anche con la nazionale slovacca, il capitano azzurro è stato più volte sostituito intorno all’ora di gioco, segnale evidente che il vero motivo delle sue esclusioni anticipate sia la condizione atletica. Elemento che sorprende non poco, visto che, in questi 10 anni all’ombra del Vesuvio, Marek è sempre stato tra i più in palla agli inizi della stagione, abituandoci a partenze sprint ricche di gol e ottime prestazioni. Forse, questo ritardo di condizione potrebbe essere legato ai problemi fisici delle ultime uscite della scorsa stagione, o dai differenti carichi di lavoro dipesi dalla partecipazione al preliminare.
Fatto sta che in un centrocampo completo e ricco come quello del Napoli, Hamsik non è più indispensabile, ha competitor che corrono e scalpitano per mettersi in mostra, che potranno contribuire ai risultati della squadra ma, non solo, consentiranno al capitano azzurro di rifiatare e mettere benzina nelle gambe per portare, come ha sempre fatto in questi anni, il suo, determinante, contributo alla causa azzurra. Vedremo se sarà dello stesso avviso il tecnico toscano che, tuttavia, ritiene lo slovacco un punto fermo nelle sue gerarchie, infatti, l’anno scorso dichiarò, proprio a Pianetanapoli in conferenza a Palermo, che lo avrebbe sempre schierato, anche con le stampelle.


