Cuore Dries, il capitano morale

L’urlo nella sciagurata notte di Kiev che ha provato a dare la scossa e la doppietta con assist unita alla grinta che hanno permesso di battere il Cesena, hanno fatto scoprire al Napoli un nuovo leader.

Si è ripreso il Napoli Dries Mertens, il piccolo grande condottiero che dall”alto” dei suoi 169 centimetri urla la sua voglia di vincere e di non darsi mai per domo. Dopo un avvio di stagione che tra qualche acciacco e prestazioni altalenanti lo aveva fatto scivolare troppe volte ai margini facendo ricredere chi lo scorso anno lo aveva esaltato anche più di Lorenzo Insigne, Dries ha saputo riemergere e ora si propone come nuovo leader di questa squadra che ha l’obbligo di lottare fino alla fine per l’obiettivo Champions. Il suo primo mondiale con il Belgio, a cui era arrivato con le lodi di un’annata da protagonista con la maglia azzurra, ha forse lasciato più scorie del previsto nelle gambe del folletto belga che ha fatto non poca fatica a riconfermare la sua leadership nel Napoli di quest’anno. Nato nella capitale fiamminga della birra, con le sue finte ubriacanti attirò l’attenzione dello scouting azzurro che lo andò a pescare in Olanda dopo averlo visto, con la sua sfrontatezza, anche da avversario del Napoli prima con la maglia dell’Utrecht e poi con quella del PSV, con cui realizzò anche un gol contro gli azzurri facendo ammattire non poco la retroguardia partenopea, già allora non esente da svarioni.

Luci e ombre di inizio stagione – La doppietta nell’esordio a Settembre in Europa League, in casa contro lo Sparta Praga, sembrava ripresentare agli occhi dei tifosi azzurri il Mertens che aveva brillantemente chiuso la stagione precedente con 13 gol tra campionato e coppe. Poi l’ascesa di Insigne, fino all’infortunio dello stesso, lo aveva un po’ offuscato con qualche parola di troppo del suo agente per lo scarso utilizzo. Una brutta botta alla testa in nazionale lo tiene fuori qualche settimana a vantaggio di De Guzman che tatticamente gli ruba il posto da vice-Insigne. Si è dovuto, poi, attendere il mese di Dicembre per vedere finalmente il primo gol di Dries in campionato, contro il Parma, dopo aver mostrato troppi segni di involuzione rispetto all’anno precedente.

Mertens1La rinascita di Dries, uomo spogliatoio- Ma negli ultimi due mesi e in queste settimane in particolare, stiamo finalmente rivedendo quel giocatore che tanto aveva stupito lo scorso anno per grinta e determinazione e che adesso, in questo sprint Champions può diventare l’autentico trascinatore degli azzurri in campo e fuori. Il suo abbraccio al “depresso” Gonzalo Higuain, accomodato in panchina dopo le contestazioni mediatiche e dei tifosi, è segno di un calciatore che anche fuori dal campo può fare la differenza rianimando un gruppo scosso e frustrato dalla cocente disfatta di Kiev. In campo il suo score stagionale, dopo alcuni mesi di buio legati anche ad un eccessivo nervosismo che gli era costato un espulsione dopo pochi minuti dal suo ingresso in campo contro il Sassuolo, è adesso salito a quota 10 grazie proprio alla doppietta scacciacrisi contro il Cesena. E ora punta chiaramente ad eguagliare il suo record dello scorso anno di reti stagionali con la maglia azzurra che dista solo tre gol. Tre gol come quelli realizzati nelle ultime due gare di campionato e che possono valere il biglietto per la Champions. Juventus e Lazio, squadre a cui ha già segnato lo scorso anno in occasione di due vittorie azzurre, sono avvertite.

Il piccolo grande folletto fiammingo si è messo sulle spalle il Napoli per amore di una maglia e di una città che sente sempre più sua e che vuole riportare sul palcoscenico che le compete. I compagni devono seguirlo e mostrare la stessa grinta. E allora “Komaan Dries, we geloven in je”, avanti Dries, ci affidiamo a te.

Antonio Lembo

Laureato in Ingegneria Elettronica nel 1999 e Giornalista Pubblicista dal 1996 grazie all'esperienza formativa in Rotopress.

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