BOLOGNA – NAPOLI: DALL’ATTACCO ALLA DIFESA, I GRATTACAPI DI MAZZARRI
Bologna, una tappa importante se non importantissima. Storicamente parlando, il Napoli ha spesso trovato il crocevia positivo allo stadio Dall'Ara. Correva la prima metà dell'anno 1990 quando la corazzata di papà Bigon espugnò lo stadio di Bologna per 4 a 2, buggerando a distanza il collassante Milan di Sacchi nel torpore di Verona. Fu secondo scudetto. Era la settimana pasquale del 2007, altra storia, altro Napoli e altro Bologna. Gli azzurri di Edj Reja schiacciarono la compagine del "simpaticissimo" Renzo Ulivieri 3 a 2. Fu promozione in serie A.Certe volte, fa anche bene ricordare con scaramanzia la cabala per poi sussurrare un "non c'è due, senza tre". Magari proprio a Bologna anche stavolta, un altro Napoli potrebbe imboccare nuovamente la corsia di sorpasso verso il checkpoint europeo fino a correre veloce verso la linea Finish, come ai bei tempi. Un Napoli lottava per diventare Re d'Italia ancora una volta, un altro per tornare nel suo habitat naturale lasciando la vasca dei pesciolini rossi rituffandosi nell'oceano, lì dove i cetacei fanno bella mostra di se, un altro ancora punta alla navigazione d'oltralpe verso un continente esteso, eccitante e privilegiato, una specie di blu profondo dove la competizione passa anche per squali feroci. In tutti e tre i casi, la gara di Bologna arrivava nel momento poco limpido e ricco di difficoltà tra risultati, gioco e fortuna. Accade nuovamente: oggi, questo Napoli, ha bisogno di ritrovare la vittoria che manca da cinque turni a questa parte, segnando solo tre gol, due di questi solo la scorsa domenica. Proprio come marcava la storia di un tempo…
Bologna. Franco Colomba vive con il suo Bologna un momento tanto fantastico quanto pericoloso. I felsinei, infatti, hanno conquistato ben ventotto punti dall'arrivo del nuovo tecnico, ma la pericolosità sta proprio in questo: anche Mihajlovic, lo scorso anno, iniziò alla grande per poi crollare a picco al primo intoppo di strada. Sta di fatto che la salvezza non è poi così un miraggio. Squadra che vince non si cambia, Colomba lo sa bene e non cambierà il 4-4-2 vittorioso a Genova: Squadra larga a ritmo lento con una difesa bassa e la filosofia del contropiede, praticamente una fotocopia di quella Reggina formata da Dionigi e Savoldi. Solo un terzino proverà a spingere dalle retrovie portando a scalare un centrocampista in copertura; Adailton lascerà l'ex Zalayeta un po' più solo per sorreggere la mediana, molto muscolare e poco fantasiosa. Occhio alle palle da fermo vista la buona fisicità felsinea.
Indisponibili. Di Vaio, Appiah, Mutarelli, Pisanu
Formazione (4-4-2) Viviano (1); Raggi (84), Portanova (13), Moras (18), Lanna (23); Buscè (24), Guana (14), Mudingayi (26), Modesto (30); Adailton (85), Zalayeta (25) Panchina: Colombo; Cassarini, Britos, Zenoni, Mingazzini, Gimenez, Succi All. Franco Bolomba
Napoli. Walter Mazzarri nuovamente alle prese con l'emergenza. Non è solo la scarsa vena realizzativa a preoccupare, ma anche la questione difesa. La rosa è ridotta all'osso e nel reparto arretrato qualche problema esce fuori: Santacroce è da tempo fermo ai box e solo oggi ha ripreso le terapie di recupero, Campagnaro è sempre alle prese con i soliti muscoli affaticati dopo 360 minuti continui, Grava non ha ancora smaltito il problema alla coscia destra. Restano, quindi, tre difensori di ruolo e una sola chance di ballottaggio. Per il resto 3-4-2-1 solito con Quagliarella richiamato al riscatto anche dal tecnico in settimana. Denis entrerà quasi sicuramente a partita in corsa e, ironia della sorte, proprio lui sarebbe più che utile in questa partita per giocare di sponda e dare consistenza a un reparto che di fronte troverà tanti muscoli. Tutto confermato in mezzo al campo, da sciogliere il nodo a sinistra dove molto dipenderà da qualche recupero nel reparto arretrato: una possibilità sarebbe l'arretramento di Aronica nei tre di difesa e Dossena dal primo minuto in mezzo al campo, se invece dovesse recuperare Campagnaro, allora l'ex Liverpool dovrebbe ripartire dalla panchina, ancora una volta.Indisponibili. Santacroce, Grava
Formazione (3-4-2-1) De Sanctis (26); Rinaudo (77), Cannavaro (28), Aronica (6); Maggio (11), Pazienza (5), Gargano (23), Dossena (8); Hamsik (17), Lavezzi (7); Quagliarella (27) Panchina: Iezzo; Rullo, Zuniga, Bogliacvino, Cigarini, Hoffer, Denis All. Walter Mazzarri
Ballottaggi: Dossena 60% – Campagnaro 40%
