NAPOLI – GENOA: ULTIMO ATTO DEL 2011

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Un anno così difficilmente si potrà dimenticare. Un anno di Napoli bevuto velocemente passato tra le solite marchette dei club settentrionali fino alla conquista di un posto Champions, il punto più alto dell'era targata Aurelio De Laurentiis. Un anno che ricorda il goal di Gokhan Inler al San Paolo con la maglia dell'Udinese, applaudito dal pubblico perchè consapevole che quel goal era un calcio verso il futuro. La conquista di un posto nell'Europa che conta e quel salto di qualità inimmaginabile fino ad appena cinque anni prima. L'arrivo di Inler e quei giochi di mercato che ora lo allontanavano e ora lo riavvicinavano quando ormai tutto era già stato formalizzato da tempo portando al tavolo dei giocatori anche il patron azzurro e il procuratore dello svizzero. Il De Laurentiis furioso dopo i calendari tradito dai suoi colleghi nel costatare come qualcosa doveva essere di nuovo spinto verso l'alto dopo anni di buio, giusto per fare un favore a chi licenzia e mette in cassa integrazione. Quello stadio stracolmo e quella musichetta che eccita al rimbombare della parola finale, un vulcano che esplode di emozioni infinite nelle lacrime di gioia quando al triplice fischio i quattro spiccioli del Napoli hanno sbattuto fuori a calci i milioni del City. Che anno, indimenticabile, per tutti e per tutto quello che è andato in archivio. Chiosa finale: uno stolto, tempo fa, si riempì la bocca con i napoletani nel suo fare da ritardato cronico parlando di "boss dietro la porta"; oggi, quella stessa persona dovrebbe riconoscere come alcuni hanno i boss dietro la porta privilegiandosi di un posto in prima fila, altri, i boss, li hanno direttamente in campo dopo aver deciso chi, come, dove e quando chiudere le scommesse

 

Genoa. Alberto Malesani sembra ripetere con il Genoa quanto fatto in passato sia a Bologna che sulle panchine di Parma e Fiorentina. Un decorso a ritroso della sua storia calcistica a dir poco esaltante. Anche con il Genoa si punta sul 4-3-1-2 molto bilanciato, dal gioco lento e orizzontale passando per i contropiedi e qualche giocata individuale. Nel Genoa è sempre difficile inquadrare uno come Marco Rossi capace di effettuare egregiamente sia la fase difensiva che offensiva; Pratto confermato in avanti mentre l'assenza di Antonelli dirotterà Kaladze sulla sinistra

Indisponibili. Moretti (squalificato), Antonelli, Birsa, Bovo, Palacio, Kucka

 

Formazione (4-3-1-2) Frey (1); Mesto (20), Dainelli (3), Granqvist (5), Kaladze (13); Merkel (52), Rossi (7), Constant (27); Jorquera (19); Pratto (2), Caracciolo (99)     All. Alberto Malesani

 

Napoli. Walter Mazzarri dovrà cercare di chiudere al meglio un anno strepitoso. Magari, un regalo per Babbo Natale, potrebbe essere una buona dose di sincerità e umiltà da condividere con pseudo colleghi che pur di scrivere stupidaggini omettono domande legittime, vere e conformi al mestiere di cronista. Tant'è, il tecnico azzurro manterrà il solito 3-4-2-1 veloce, largo e di stampo contropiedistico. Fernandez dovrebbe prendere il posto dello stanco Campagnaro mentre Dossena dovrebbe rioccupare il settore mancino. Pandev sostituirà Lavezzi colpito da un elongazione al ginocchio destro

Indisponibili. Lavezzi, Britos, Donadel

 

Formazione (3-4-2-1) De Sanctis (1); Fernandez (21), Cannavaro (28), Aronica (6); Maggio (11), Inler (88), Gargano (23), Dossena (8); Pandev (29), Hamsik (17); Cavani (7)     All. Walter Mazzarri

 

Ballottaggi. Gargano 60% – Dzemaili 40%

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