APE REGGINA

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Sembrava spacciata. La Reggina ha portato a termine un girone d’andata abbastanza anonimo, il povero Ficcadenti non ha potuto fare molto con una rosa da cui era stato prelevato molto e aggiunto molto poco. Poi è arrivato gennaio, e Foti ha messo mano al portafogli rinforzando la squadra per provare la rimonta. A quel punto però Ficcadenti non c’era più, al suo posto è arrivato Ulivieri con in dotazione acquisti (Brienza e Makinwa su tutti) degni di una fuoriserie per l’obiettivo-salvezza. 

Stendendo un velo pietoso sulla gestione del tecnico toscano, che ha abbandonato gli amaranto al penultimo posto, adesso la squadra è affidata all’ex tecnico della Primavera Orlandi, il quale ha rimesso insieme i cocci e assemblato una squadra in grado di rifilare quattro palloni al Siena e di sfiorare il colpaccio a Livorno, contro due dirette concorrenti per la salvezza. In porta è confermatissimo Campagnolo (29), baluardo di una difesa che ha ritrovato solidità e organizzazione tattica. Difesa che si schiera a 4 con al centro l’imprescindibile Aronica (30), ormai un’istituzione a Reggio; con lui il giovane Valdez (24), che ha acquisito sicurezza dopo qualche esordio zoppicante. Sulle fasce c’è solo il polivalente Lanzaro (26) sicuro del posto, per l’altra maglia ballottaggio fra il terzino destro napoletano Cirillo (30) e la promessa del Bologna Costa (22) che agisce invece sul settore mancino. A seconda di chi dei due sarà titolare Lanzaro verrà ovviamente dirottato sul lato opposto. Orlandi ha poi impostato un centrocampo a tre avanzando il terzino Modesto (26), dato per vicinissimo al Napoli a gennaio: incoraggianti le sue prestazioni anche da interno sinistro. A fargli compagnia il paraguaiano Barreto (24) che dà equilibrio e imposta la manovra; a coprirgli le spalle il corazziere Cascione (24), che dall’alto del suo metro e novanta farà valere tutta la sua fisicità in mezzo al campo. Tanta sostanza per sostenere due giocatori di fantasia. Il più pericoloso è senz’altro Brienza (28), che ha già fatto impallidire la difesa azzurra all’andata, quando ancora giocava a Palermo, e che è in forma strepitosa: tre gol nelle ultime due partite. In buona condizione anche Ciccio Cozza (34), il leader della squadra pericoloso non solo sui calci piazzati. Dai piedi di questi due talenti dovrebbero provenire palloni giocabili per il terminale offensivo, l’ex di turno Nick Amoroso (33). Per lui molti meno gol rispetto allo scorso anno ma sicuramente più sostanza e più spazi aperti per i compagni, nel ruolo di punta centrale. 

Una squadra sicuramente non morbidissima, che il Napoli affronta purtroppo nel momento sbagliato. Gli amaranto sono in salute e col morale alle stelle, la salvezza ora si può raggiungere. Attenzione a Cozza e Brienza, giocatori che agiscono fra le linee e per questo in grado di mettere in difficoltà la difesa azzurra. Non eccessiva la spinta sulle fasce, dove Reja dovrà rattoppare viste le assenze di Savini, Domizzi e Mannini. A favore degli azzurri depone senz’altro il maggior tasso tecnico complessivo e la straordinaria condizione del Pocho Lavezzi, che tra l’altro sta trovando finalmente la giusta intesa con Calaiò. La Reggina deve vincere, ci proverà con ogni mezzo e attaccando gli spazi può essere messa in difficoltà. Provaci Napoli, la salvezza è quasi arrivata ma il campionato non è ancora finito per nessuno.

Probabile formazione (4-3-2-1): 30 Campagnolo; 5 Cirillo (3 Costa), 6 Aronica, 16 Valdez, 55 Lanzaro; 4 Cascione, 8 Barreto, 23 Modesto; 10 Cozza, 81 Brienza; 17 Amoruso.     All. Orlandi

  

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