ANCHE DIEGO GIOCO’ CONTRO LO SPEZIA…

Proprio cosi : la sera del 21 agosto 1988, per la  prima gara del 7° girone eliminatorio della Coppa Italia 1988 –’89, era in programma Spezia – Napoli con gli azzurri scesi in campo nella loro formazione – tipo ( quindi con Maradona, Careca, Carnevale e via via tutti gli altri ). Il sorteggio sentenziò che il match dovesse tenersi in casa dello Spezia, ma i dirigenti liguri, essendo l’ “ Alberto Picco “ impossibilitato a soddisfare le numerose richieste di biglietti, preferirono trasmigrare la gara nella vicina Livorno, il cui campo da gioco è dedicato all’ indimenticabile Armando Picchi ( capitano dell’ Inter euromondiale ) poteva contenere circa 20.000 spettatori, esattamente il doppio dell’ impianto spezzino. Sorprendentemente, considerando l’ enorme divario tecnico intercorrente fra le due formazioni ( all’ epoca lo Spezia militava in c/1 ), il Napoli dovette sudare le proverbiali sette camicie per aver ragione ( e solo nel finale ) dei bianconeri locali.

Come già detto, la situazione si sbloccò solo verso la fine, ed esattamente al 73° grazie ad una rete di Giovanni Francini, difensore col vizio del gol.. A quel punto si pensa, la gara è finita ; macché. Passano appena tre minuti, e lo Spezia ( in quella squadra venne schierato con il numero otto l’ attuale tecnico della Roma Luciano Spalletti ) pareggia grazie ad un rigore di Ceccaroni. Fortunatamente ci pensò Andrea Carnevale con due micidiali colpi di testa a fissare il punteggio finale sul 3 –1, evitando a Bianchi di subire la prima grossa delusione della stagione che portò alla conquista dell’ Uefa. Al di là dell’ ultimo recentissimo confronto per l’ andata della Supercoppa italiana di serie C, risalgono alla notte dei tempi i precedenti in campionato fra azzurri e bianconeri ( in tortale a Spezia sono tre) tutti legati al campionato di serie B. Il bilancio è in perfetta parità : una vittoria per parte insieme ad un pareggio per 0 –0 risalente al primo campionato nella serie cadetta disputato dal Napoli, giocato nel 1943, il giorno undici di aprile.

Terzo posto finale e pronto ritorno in serie A guidati da Antonio Vojak, il numero 1 fra i cannonieri del Napoli all time. Un classico 2 –0 rimandò a Napoli la truppa azzurra il 13 febbraio 1949, medesimo punteggio registrato nella stagione seguente ( 9 –4 –1950 ), quella del secondo ritorno in A, con il Napoli stavolta però a farla da padrone, grazie alle reti di Paolo Todeschini ( mediano in seguito diventato scultore di buon livello ) e di Ivo Suprina, centrattacco nato a Zagabria, approdato a Napoli direttamente dalla squadra francese dello Strasburgo. Nel Napoli, Suprina si fermò per un trienno, mettendo a segno 21 gol, quindici dei quali realizzati nella stagione 1949 –’50 in serie B, nella quale si disputò il match sovra descritto. Corsi e ricorsi storici ?        

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