ADIOS JUAN CARLOS

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Ci fu una volta ( nel 1960 o giù di lì ), che Juan Carlos Tacchi, ebbe l' onore di un titolo a caratteri cubitali dal Corriere di Napoli : " Senza Tacchi, il Napoli non cammina ". Lui, italiano d' Argentina, dov' era nato nel 1932, era un' ala piccola e velocissima, dotata di un tiro secco e preciso, sbarcò nel bel paese nel 1956, per andare a vestire la gloriosa maglia del Torino, ancora alle prese con le naturali, difficili conseguenze del " dopo – Superga ". Con i granata, Tacchi riesce a fornire prove più che convincenti, tanto da meritarsi due convocazioni in Nazionale A. Dopo una breve esperienza con i grigi dell' Alessandria, giunge a Napoli nel 1960, per rimanervi fino al 1966. In questi sei anni, vivrà sia l' incubo di due retrocessioni, che la gioia di due promozioni, con in aggiunta la vittoria in Coppa Italia nel 1962 ( ancor oggi il Napoli è stata l' unica squadra militante in serie B ad aggiudicarsi l' ambito trofeo ). In un " drammatico " Atalanta – Napoli, ultima giornata del torneo 1962 -'63 ( che purtroppo sancì un' amarissima ed inaspettata retrocessione ), finita 2 -1 per gli orobici. riuscì nell' impresa di segnare ( ben prima di Massimo Palanca ), la rete azzurra direttamente dalla bandierina del corner. Ancora a proposito di quel match, candidamente qualche anno dopo lo stesso Tacchi dichiarò : " Con le lacrime agli occhi, imploravo l' arbitro a concederci un rigore, dato che la vittoria non serviva all' Atalanta ; Adami però, da quel grande arbitro che era, mi rispose che continuando ad attaccare, prima o poi avremmo trovato il gol. Purtroppo non andò così". Altri tempi…
Due figli di Tacchi, Oscar Ettore e Giancarlo, hanno toccato, seppur per solo qualche incontro, la soglia della serie A, all' alba degli anni '80. Ritiratosi a fine abruzzo, Tacchi padre non è mai riuscito ad allontanarsi dal mondo del calcio, tanto che ancora oggi seguiva i giovani di una società dilettantistica abruzzese. Il Napoli però gli rimase sempre nel cuore ( in totale realizzò 16 gol in 116 partite ), e quando poteva, chiedeva sempre notizie del club azzurro.
Se ne è andato un vero amico del Napoli
Adios, Juan Carlos            

 

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