Diego a casa del Diavolo

 Venga al Napoli ; con me e Careca si parte sempre dall’ 1 -0 “. Così, nel pieno della rivalità fra Napoli e Milan per la conquista dello scudetto, disse Diego ad Arrigo Sacchi, segno tangibile della grande stima che il ” Pibe de oro ” aveva verso il tecnico di Fusignano. Come si sa, Sacchi non si è mai seduto sulla panchina del Napoli ma, fortunatamente,  anche gli azzurri, prima con Ottavio Bianchi e poi con Albertino Bigon alla guida, sono riusciti a conquistare fra il 1986 ed 1991 due scudetti, una coppa Uefa, una coppa Italia ed una supercoppa italiana. Le prime gare di Maradona contro il Milan ( 1984 -1985 ) non sono particolarmente fortunate : all’ andata, il 21 ottobre 1984 al San Paolo, in un campo reso impossibile dalla pioggia battente, finisce 0 -0 con l’ ombra di un nettissimo rigore negato a Daniel Bertoni, abbattuto dal portiere ospite Terraneo dopo che questi, aveva perso la palla in uscita alta. Al ritorno, il 3 marzo 1985, il Napoli perde 2 -1, pur disputando un match di ottima fattura. Diego pareggia temporaneamente l’ inziale centro di Battistini su punizione deviata da Wilkins. Oggi il gol sarebbe suo ma, al tempo, le regole classificavano questo tipo di azioni come autoreti. Nella ripresa il punto decisivo sarà di Incocciati. Sarà quella l’ unica sconfitta del Napoli in tutto il girone di ritorno che, fece da contrapposizione ad an girone d’ andata deludente. L’anno dopo ( 1985 -1986 ) la musica andò in misura completamente diversa : due vittorie su due con stupendo gol di Diego nel ritorno a San Siro. L’ otto dicembre 1985, dopo un assalto costante dal primo minuto, la resistenza del Milan fu piegata solo nel finale, grazie ad un colpo di testa vincente di Giordano al 76°, raddoppiato con il definitivo 2 -0 da Salvatore Bagni a quattro minuti dalla fine, dopo una lunga ed insistita discesa del gladiatore azzurro. E’ ancora Bruno Giordano ad aprire le marcature nel ritorno di Milano del 13 aprile 1986, con un tocco morbido di esterno destro su invito di Bagni. Ma, il gesto tecnico indimenticabile di quel giorno, resta la prodezza di Diego, capace di concludere in mezzo a tre avversari dal limite dell’ area ; Terraneo può solo sfiorare ma ad non evitare il raddoppio d’ autore del ” Pelusa”, come veniva chiamato da ragazzo. Si era al 23°.  Nel secondo tempo l’ orgoglio del MIlan ha il sopravvento ma, non va oltre per fortuna,  ad una bomba su punizione di Agostino Di Bartolomei al minuto 59 che, pur centrale, piega le mani a Garella, tanto era potente. Gli azzurri ben si riorganizzano però, e non corrono troppi rischi per difendere il 2 -1 finale.  Bellissima l’ immagine festosa di Maradona che, alza le braccia al cielo davanti alla curva azzurra, ” scortato ” dai ” ghisa ” meneghini, in segno di giubilo ( era una pratica usata a San Siro, quella di far accompagnare dai vigili gli ” eroi della Domenica. Era una splendida giornate primaverile di sole, tutto il contrario dal clima dal sapore dantesco che i ” nostri ” trovarono il 14 dicembre 1986. Pioggia, freddo, vento e visibilità scarsa, tanto che vennero accesi i riflettori nel secondo tempo. iL Napoli disputa una gara cinicamente  pratica, e lo 0 -0 è assicurato. Nel ritorno, Diego inaugura una serie di cinque reti consecutive per cinque anni, inflitte ai rossoneri al S.Paolo. Il 26 aprile 1987, va a segno prima Carnevale di testa al 33°, dieci minuti più tardi raddoppia Maradona con una delle sue prodezze inarrivabili. Ricevendo la sfera in piena area, effettua tre palleggi al volo consecutivi, scartando pure il portiere, realizzando il temporaneo 2 -0. In entrambe le segnature ci mette lo zampino Bruno Giordano, con due assist al bacio. Nel finale sarà Virdis ( spesso e volentieri in gol a Fuorigrotta ) a segnare il definitivo 2 -1 che, a tre giornate dalla fine, proietta sempre più gli azzurri verso la conquista dello scudetto. La stagione seguente invece, le cose si rovesciano purtroppo. Il 3 gennaio 1988 il Milan vince con un sonoro 4 -1, nonostante l’  iniziale centro di Careca. Il 1 maggio viceversa, va in scena il famoso ” dramma ” del sorpasso rossonero ai danni dei ” nostri “, con il successo degli uomini di Sacchi per 3 -2. Segna prima Virdis al 36° sfruttando un rimpallo, Diego pareggia allo scadere del tempo con una fantastica punizione, sulla quale Giovanni Galli riesce soltanto a sfiorare il pallone. Nella ripresa saranno ancora Virdis e Van Basten ad andare in gol a cui, parzialmente risponderà Careca. La sconfitta e la perdita del tricolore -bis scatenerà una ridda di polemiche, con il famoso comunicato dei giocatori anti – Bianchi. E’ da allora che comincerà la rivalità fra il Napoli ed il Milan che, sfocerà due anni più tardi come vedremo.  in particolare Da qu Fortunatamente ben altra musica si suonerà quasi sette mesi dopo, il 27 novembre 1988. Fu il match in cui Diego si inventò il tiro di…testa. Al 42°, lanciato da Crippa, il fenomeno argentino riesce ad eludere la famosa tattica del fuorigioco sacchiana ma, si trova a più di trenta metri dalla porta, con Galli che gli viene incontro. La palla fa un rimbalzo strano cosicché, il diabolico Diego la colpisce di ” capa ” da quella distanza ! La sfera danza lemme lemme, ballonzolando beffardamente in fondo al sacco, scatenando uno sfrenante entusiasmo  misto ad incredulità. Tre minuti, approfittando di uno dei rarissimi errori in carriera commessi da Franco Baresi. Careca raddoppia. La sagra continua dopo tre minuti del secondo tempo quando arriva il centro numero tre grazie a Francini, lesto a raccogliere una corta respinta di Galli su conclusione di Francini. Va poi ( come al solito…) in rete Virdis su rigore ma, il poderoso Careca segna in contropiede per un trionfale 4-1. Il bello fu che, nella prima frazione del match, fu il Milan a mostrarsi più propositivo. Ma quel pomeriggio, a differenza del 1° maggio, gli dei del calcio decisero che il popolo napoletano potessero rifarsi da quella tremenda delusione. Nel ritorno del 9 aprile 1989, Diego non giocò per preservarsi da possibili infortuni, in vista dei futuri impegni di coppa Uefa visto che, l’ Inter era già lontana di sei punti in classifica ( ricordiamo sempre che la vittoria ne valeva due ). Come si sa, la coppa arrivò mentre quel giorno, una gara divertente e ben giocata da entrambe terminò a reti bianche ( come si diceva una volta ), ovverossia 0 -0.  Nel campionato del secondo scudetto, sarà ancora il Milan il principale avversario. Le due battistrada si scambiano i 3 -0 fra l’ andata ed il ritorno. Il 1 ottobre 1989 una doppietta di Carnevale spiana la strada già nel primo tempo, in una ideale fotocopia del 4 -1 della stagione precedente, al 19° ed al 45°. Poteva mancare la perla di Diego ? Naturalmente no !. Al minuto 84, in un classico contropiede, il Capitano fa una finta facendo sedere Galli trafiggendolo con mezzo lob ( o scavetto che dir si voglia ), per il punto del 3 -0. Come già detto, a San Siro in una grigia ( in tutti i sensi ) giornata, l’ 11 febbraio 1990, il Milan restituisce la cortesia, con Massaro, Maldini e  Van Basten nel secondo tempo. Ma al Milan, quella vittoria, per buona sorte degli azzurri, non servirà per diventare campione d’ Italia, a scapito della ” Diego-band “. Infine, nel suo campionato d’ addio, Diego va di nuovo in rete su rigore il 21 ottobre 1990 a soli sette minuti dalla fine, ma , Gulliti raggiunge il pari su azione d’ angolo. L’ 1 -1 conclusivo rispecchia l’ andamento equilibrato dell’ incontro, fra due grandi squadre. Mesta è purtroppo l’ uscita di scena alla ” Scala ” del calcio di Diego nel match di ritorno. Il Milan si impone nettamente per 4 -1 ( punto azzurro dell’ ex Incocciati ), ” vendicandosi ” dello scudetto soffiatogli nella stagione precedente. Tornando ai giorni d’ oggi, il Milan, caricato dal pareggio di Manchester, cercherà di non perdere terreno dai cugini interisti. Ma, di certo, Rino Gattuso, da quel grande ex che è, tenterà in ogni modo dal farsi rimpiangere dai suoi vecchi tifosi, Vai Napoli !!!
EMANUELE OROFINO                                          <
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