NAPOLI- BAYERN 5-4-89 (2-0)

NAPOLI- BAYERN 5-4-89 (2-0) src=

Superato lo scoglio rappresentato dalla Juventus, in un avvincente quarto di finale fratricida,   gli azzurri sono chiamati a confrontarsi in semifinale con una leggenda del football continentale, i tedeschi del Bayern Monaco che negli ottavi di finale avevano superato i futuri campioni d' Italia dell' Inter vincendo per 3 -1 a San Siro, dopo che i nerazzurri si erano imposti per 2 -0 in Germania. Certo, il Bayern non era più quello mitico di Beckenbauer, Muller, Maier, vincitore dal 1974 al 1976 di tre coppe dei campioni, ma era pur sempre una signora squadra, come da sua tradizione. Fra l' altro, ben 5 elementi di quel Bayern sarebbero diventati campioni del mondo l' anno successivo a Italia '90. La gara, in programma per il 5 aprile 1989, arrivò in un momento particolare per il Napoli, dato che faceva seguito alla sconfitta  subita dagli azzurri per 4 -2 in casa contro la Juventus, che in pratica li escludeva dalla lotta per lo scudetto, con l' Inter ormai lontana di 6 punti ( c' erano ancora i due punti per la vittoria ).

Oltretutto in quel periodo Maradona soffriva in maniera particolare per i suoi atavici problemi alla schiena, riuscendo a giocare solo grazie a dolorose iniezioni di novocaina. La Coppa Uefa ( che ben altra valenza aveva rispetto all' attuale Europa league ), era così diventato il principale obiettivo di Diego e compagni. In una fresca serata primaverile, alle 20.30 così scesero in campo le squadre : Napoli con Giuliani, Ferrara, Francini. Corradini, Alemao, Renica. Fusi, De Napoli, Careca, Maradona, ( 80° Carannante ), Carnevale. Allenatore “ Il Martello di Bergamo “, al secolo Ottavio Bianchi

Il Bayern ( che pure allora come adesso era allenato da Jupp Heynckes !  ) rispondeva con :, Aumann, Nachtweih, Flick. Johnsen ( 80° Grahammer ), Augenthaler, Dorfner, Kogl, Reuter, Wolfarth Thon, Ekstrom ( 77° Eck )  Gli azzurri, forse un po' condizionati dal nome dell' avversario, ed ancora frastornati dalla scoppola subita dalla Juventus, iniziarono la gara al piccolo trotto, lasciando ai più blasonati ospiti l' iniziativa, attendendo il momento migliore per ripartire in contropiede. Inizialmente le cose non andarono per il meglio, e solo la bravura del povero Giuliani impedì il gol ai tedeschi, che subito in casa avrebbe potuto avere conseguenze irreparabili per la qualificazione. La svolta fortunatamente    giunse al 40° : su un lancio apparentemente senza pretese di Maradona, intervenne in modo goffo e sgraziato un difensore, respingendo la sfera proprio sui piedi del grande Careca. Il brasiliano si catapultò in area, fece due passi, e di destro scaraventò in rete un destro omicida, assolutamente imprendibile per l' estremo difensore biancorosso. Sbloccato il risultato, nella ripresa si vide il solito

Napoli, quello cioè che dava spettacolo su tutti i campi. L' area del Bayern venne così cinta d' assedio per venti minuti buoni, nel corso dei quali per più volte il secondo gol venne mancato per un soffio. Su tutti per impegno e  pericolosità si distinse Andrea Carnevale, oggi osservatore ( ? ) dell' Udinese, che oltre a sacrificarsi in un massacrante lavoro di raccordo fra difesa e attacco, fece letteralmente vedere i sorci verdi alla difesa bavarese. Per ben tre volte altrettanti colpi di testa di Andrea fecero gridare al gol : sulla prima fu bravissimo il portiere Aumann, sulla seconda fu il palo a dire no, ma finalmente, al 59°  l' attaccante di Monte San Biagio fece centro, siglando il definitivo 2 -0.

L' impeto degli azzurri a quel punto si placò ma, contrariamente a quanto avvenuto nel primo tempo, ai tedeschi non venne concessa alcuna possibilità di rendersi pericolosi, e la gara si concluse col classico punteggio all' inglese a favore degli uomini di Ottavio Bianchi, in un S. Paolo sfavillante di euforia. Certo, c’ era il ritorno da giocare nel catino dell’ “ Olympiastadion “ di Monaco, ma oramai, come il ciclista che vede lo striscione dell’ ultimo chilometro, il più era fatto…

Translate »