AD MAIORA!

Un colpo del “tanque” German Gustavo Denis demolisce le torri bolognesi. Ad maiora. Sempre più coinvolgente l’avventura del “Ciuccio in progress”, temporaneamente(in attesa del responso del derby della Madonnina) secondo ad una sola lunghezza dalla rivitalizzata Lazio di Delio Rossi. Una posizione di classifica nobilitante, che – a dispetto dell’embrionale status del torneo- dà adito ad alcune rilevanti valutazioni. Il vento soffia di fatto in ben altra direzione rispetto alla scorsa stagione, allorchè gli azzurri fungevano da panacea per compagini assetate di punti “salvavita”: Cagliari, Catania e Torino docent. Tutta un’altra storia – ebbene – al Dall’Ara, ove un pur volenteroso Bologna non è riuscito ad evitare la quarta sconfitta di fila(terza tra le mura amiche) nonché a rendere meno traballante la panchina di Arrigoni. Ha trionfato il Napoli, che non ha risentito dell’ampio turnover nonché dell’assenza di Lavezzi e del pomeriggio opaco di Hamsik. Ha trionfato un collettivo maturato inoltre nella modalità approccio ad ogni singolo appuntamento. Prerogative da grande squadra, insomma. 

A chi concedere la palma di uomo-copertina della giornata? NonsoloDenis, “man of the match” finalmente sbloccatosi in campionato dopo i sigilli europei a Vllaznia e Benfica. In molti ponevano l’accento sulle sue abilità realizzative al cospetto delle “piccole”: detto, fatto. Una menzione di merito la merita Zalayeta, autentico regista d’attacco che richiama alla mente il Tostao della Selecao mundial del 1970. Così come “Ciccio” Montervino, da capitano-bandiera alla veste di vice-Maggio: d’accordo, non avrà piedi finissimi, ma la generosità che mette ogni qualvolta chiamato in causa è da standing ovation. Esordio al bacio per il talentino Russotto, che in poco più di un quarto d’ora ha dato sfoggio delle sue qualità di fantasista spettacolare e concreto al contempo. 

In barba alla cervellotiche decisioni del Viminale(che senso ha imporre il blocco delle trasferte in un contesto ove non sussiste certezza della pena per i veri facinorosi?) innumerevoli supporters partenopei popolavano le gradinate dell’impianto felsineo. Da brividi “O’surdato nnamorato” intonato nei minuti finali. Non vi è ad ogni modo tempo per le celebrazioni, il Benfica incombe. Fiducia, convinzione nei propri mezzi, finanche un pizzico di sfrontatezza giovanile: tali dovranno essere i leitmotiv della spedizione in terra portoghese. E chissà che un altro colpo del “carro armato” Denis non costringa i tifosi lusitani a recarsi di una delle tante “casas do Fado” ed intonare le struggenti note dell’omonimo canto popolare.

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