TEMPO E PAZIENZA, LA RICETTA CONTRO LE RICADUTE
operazione programmata già da tempo per un problema sorto anni prima, sia il portiere spagnolo che il centrocampista slovacco sono incappati nelle più classiche delle ricadute. più complessa. L'ex Liverpool ha subito una ricaduta dell'infortunio nel match contro il Cagliari, sostituito a gara in corso dal collega Rafael. In questo caso si parla di lesione quindi un peggioramento del problema avuto nel primo stop.
In entrambi i casi si è parlato di tempi affrettati, di una guarigione non definitiva e di una ricaduta evitabile. Questione complicata da affrontare. Di certo la ricaduta è uno spettro che si aggira costantemente quando si tratta di infortuni muscolari. Ma se per Hamsik ha agito soprattutto la casualità, con un pestone sullo stesso punto malandato, per Reina probabilmente non si è fatta la dovuta attenzione. Lo spagnolo ha atteso la guarigione ma proprio nell’ultima sfida del 2013 è rientrato, quasi a sorpresa, per riprendere il posto da titolare. Era necessario accelerare un eventuale rientro con soli 90 minuti da giocare e ben 20 giorni di sosta? Probabilmente l’unico errore compiuto dallo staff medico è stato proprio questo. Ogni potere umano è composto di tempo e di pazienza e permettere allo spagnolo di guarire con accuratezza poteva essere la strada migliore da intraprendere, proprio come fatto con il capitano che insieme allo staff medico ha deciso di non forzare e di rientrare nel 2014.
Una distrazione, un errore che ci sta tutto per uno staff medico che raramente ha sbagliato negli ultimi anni. E che non si parli d’altro. Al bando le chiacchiere stonate sulla preparazione atletica, il possesso palla tanto criticato venne acclamato dalla stampa quando fu introdotto da Mourinho al suo primo anno in Italia. Si tratta della classica preparazione all’inglese, un vanto e un vezzo difficile da abbandonare. L’unico dato di fatto è che questo Napoli ha dovuto fare i conti anche con la sfortuna e con una serie di infortuni che hanno minato la rosa quasi chirurgicamente. Ecco, dopo una lista tale (Higuain, Mesto, Zuniga, Hamsik, Reina, Britos e Behrami), un pizzico di scrupolo era necessa
