‘E QUATTE ‘E MAGGIO

Carretti e sciaraballi, mobili portati in spalla,  masserizie e utensili di ogni tipo. Infausto il giorno quattro del quinto mese dell'anno. Caos e disordine tra i vicoli brulicanti di persone, in cerca di una nuova abitazione. Lo sfratto, da compiere nel giorno indicato dalla tradizione, nonostante le insistenze del vicerè spagnolo, deciso a mutare la norma consuetudinaria. Ma le abitudini finiscono sempre per prevalere. E così, il ricordo del quattro maggio, a distanza di secoli, resta vivido e attuale, non manifesta i segni del tempo. Dalla storia della città si ricavano preziose perle, eterne e immutabili. La data non promette nulla di buono anzi, denuncia un momento di difficoltà, indica un cambiamento radicale da portare a termine per cause di forza maggiore. Il passaggio dalla nota sociale a quella calcistica è presto fatto. Dal quattro all'undici Maggio, Christian per la cronaca, il terzino destro della nuova linea difensiva varata dall'allenatore. Nuovi compiti, diverse direttive rispetto al passato. Dai prevedibili problemi agli strafalcioni, senza soluzione di continuità. L'anello debole di una squadra che, nel complesso, ha saputo reinventarsi, seguendo lo spartito ideato da Benitez. Errori su errori, dettati dalla scarsa capacità di palleggio, da doti tecniche non eccelse, mascherate dal precedente schema che gli consentiva di correre a perdifiato senza palla, per sfruttare i cambi di di gioco dei compagni di squadra. Prendere lo spazio, attaccare l'avversario alle spalle, le armi che gli hanno consentito di conquistare la stima dei tifosi e la fiducia di Prandelli. Uno degli esterni più forti d'Europa, si diceva. Poi il declino che, ad onor del vero, affonda le radici nella passata stagione agonistica. Via lo smalto e la brillantezza di un tempo che spesso gli permettevano di trovare con facilità la via del gol. Un altro calciatore, meno incisivo, poco utile e presente in fase offensiva, disattento nelle chiusure difensive. I sintomi da parabola discendente si sono riproposti violentemente anche quest'anno. Pochi guizzi, tantissime incertezze, spesso decisive ai fini del risultato. Gli infortuni  di Mesto e Zuniga, inoltre, hanno costretto Benitez a non poter dar vita alla consueta rotazione che probabilmente avrebbe fatto bene allo stesso Maggio, apparso in debito di ossigeno nel corso delle ultime uscite. La cantonata di Cagliari ha chiuso il cerchio degli  orrori e ha aperto ufficialmente una questione spinosa che dovrà essere risolta, senza ripensamenti, in sede di mercato.     

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