IL POKER E’ SERVITO, LA SOCIETA’ CALERA’ GLI ASSI?
Un 4-1 perentorio ed inesorabile quello inflitto alla Roma di Zdenek Zeman che sancisce la fine di un girone di andata positivo ma che poteva essere eccellente se sul finire dell’anno solare non ci si fossero messi alcuni scivoloni degli azzurri e quella giustizia sportiva che a breve potrebbe rimettere in carreggiata il Napoli nell’assalto al secondo posto e chissà, Juve permettendo, rendere il girone di ritorno molto più interessante anche nella lotta al tricolore.Per adesso a rimettere in carreggiata gli azzurri ci hanno pensato Cavani e Mazzarri.Il primo a suon di gol e di una prestazione stratosferica; il secondo con una rinnovata umiltà nell’applicazione del suo credo calcistico che ha consentito alla propria squadra di essere meno prevedibile e più camaleontica nell’atteggiamento tattico.In definitiva un poker che chiude un ciclo positivo ma apre ad un futuro nebuloso sotto il profillo del progetto Napoli.Il poker servito alla Roma è stata una boccata d’ossigeno che ha tolto forse definitivamente alla squadra quell’ansia e paura agonistica che sembravano attanagliare la squadra dopo la doppia sconfitta interna contro il Bologna e l’eliminazione della coppa Italia.Ma il pubblico napoletano a queste prestazioni è abituato e ne ha vissute tante in questi anni.Messo in archivio la felicità per l’ennesima maiuscola prestazione, si pensa già al futuro, un futuro che nell’ambito di un graduale progetto di crescita dovrebbe vedere il Napoli colmare quel gap che ancora la separa dalla Juventus e dallo scudetto. Ma come si può parlare di progetto e di mercato se ancora a gennaio non è arrivata la firma sul rinnovo di Mazzarri e non si sa che mercato fare in funzione di quale guida tecnica portare a termine le operazioni di mercato.La prima cosa di cui si parla dopo queste vittorie è del mercato in uscita, della cessione dei pezzi migliori, ed anche Cavani sulla questione è stato esplicito: “La società sa che cosa voglio!”Chi è che non ha pensato, dopo aver ammirato le perle del Matador, che sarebbe veramente un peccato non vincere uno scudetto avendo in campo uno dei migliori goleador d’Europa?Su questo la società dovrà riflettere e magari costruire la squadra intorno ad un campione come Eddy che se dovesse lasciare Napoli sarebbe solo perché avrà capito che a Napoli non vincerà mai.Perché non sfruttare la classe la voglia di questo campione di fare grande questa squadra?Eppure basterebbe poco per cercare di lottare per il titolo: 2 o 3 acquisti ma di spessore, come fece il Milan soltanto due anni fa con gli innesti di Cassano e Van Bommel che furono determinanti per la conquista del primo scudetto dell’era Allegri.Prima di tutto però bisogna risolvere il rebus allenatore, poiché arrivare a gennaio senza la certezza tecnica per il futuro non è da grande società ed è in netta distonia con il tanto decantato progetto Napoli.Il prossimo impegno casalingo contro il Palermo ci dirà se il Napoli ha vinto definitivamente le proprie paure anche se la battaglia più grande dovrà essere combattuta dalla società che dovrà avallare sul mercato quanto fatto di buono da Mazzarri e dai suoi uomini
