BIGON SI GIOCA IL FUTURO
E' il mercato di Riccardo Bigon. Il primo in un club di alto cabotaggio dove però il compito non sarà quello di spendere bensì di sfoltire, ridimensionare la rosa, cominciare a tagliare i rami secchi in esubero. L'eredità lasciatagli da Marino non è delle migliori, nè i tempi sono quelli in cui realizzare operazioni in uscita possa risultare agevole. Il presidente ha lanciato messaggi chiari: stop allo sperpero di capitali, le operazioni Zuniga e Hoffer ancora gridano vendetta; la linea da seguire è quella di scovare campioni in erba, sviluppare investimenti intelligenti ai quali affiancare piccoli ma sicuri interventi di maquillage fondati sull'esperienza. E per un grande Napoli resta obbligatorio far crescere il settore giovanile, non ancora in grado di lasciare il segno.
E mentre il patron è in Sud America per creare una fitta rete di relazioni in grado di non fargli sfuggire i nuovi talenti, l'arduo compito di "tagliare" spetta al giovane Bigon, figlio d'arte che si è fatto le ossa a Reggio Calabria, piazza molto calda nella quale ha saputo farsi apprezzare nel periodo di permanenza in A del club amaranto. De Laurentiis, che ha sempre detto che questo calcio va svecchiato, si è affidato all'imberbe Riccardo, di sicuro più gestibile del canuto Marino ed al quale ha dato un'opportunità insieme a Mazzarri, che conosce molto bene. Col mercato di gennaio, Bigon si gioca sopratutto la permanenza a Napoli nella prossima stagione. Sarà un mercato di scambi (Zuniga Rinaudo e Hoffer le pedine da impiegare in tal senso) e prestiti, di poche entrate (un esterno sinistro e un mediano) ma soprattutto di parecchie uscite. Pur con qualche sacrificio economico (ossìa accollarsi parte degli stipendi) il Napoli metterà alla porta almeno sei giocatori (Rullo Amodio De Zerbi Datolo Pià Hoffer), nessuno dei quali potrà rifiutare la destinazione definita dal club, perchè Mazzarri non accetterebbe musi lunghi nel gruppo. Bigon alla prova del nove, il suo mercato servirà anche per capire i margini dell'incapacità a vendere -più volte rinfacciata da De Laurentiis- di Marino in questi anni. Per far luce, cioè, sul recente passato abiurato ma non cancellato totalmente dal patron.
