NON CHIAMATELO VICE LAVEZZI
Quando è entrato ad un quarto d’ora dalla fine nella partita contro il Catania, siamo stati accomunati tutti dallo stesso pensiero: “Vai Andrè, adesso fai vedere finalmente chi sei”. E lui, Andrea Russotto da Roma, ventuno anni il prossimo 25 maggio, ha cambiato il volto del match con giocate che hanno incantato tutti, Reja compreso. L’unico a non sorprendersi neanche un pochino di quel talento puro con lo sguardo malizioso è stato Pier Paolo Marino, uno che nel ragazzo romano ci crede da sempre, tanto da toglierlo dal mercato nonostante le tante richieste giunte sulla sua scrivania e lo scarso minutaggio che gli ha concesso l’allenatore goriziano fin’ora. Eppure l’eco delle sue giocate a Castelvolturno è arrivato sino a Napoli già da un pezzo: nella partitelle in famiglia è sempre tra i migliori, regalando giocate di cui però possono godere soltanto cronisti ed addetti ai lavori. Ma Andrea lo sa: quest’anno è uno stage per lui, è qui per imparare e, nel caso ci fosse bisogno, dare una mano.
Inutile dire che è subito entrato nel cuore dei tifosi, che non sanno più a che santo votarsi per vederlo in campo con maggiore continuità. Marino lo presentò come il vice Lavezzi, ma il direttore sa bene che Russotto è un calciatore molto duttile che può adattarsi a più ruoli. Nasce come trequartista dietro le punte, ma le sue grandi doti tecniche e la sua visione di gioco, gli consentirebbero di giocare anche come regista davanti alla difesa, proponendosi in questo modo di ripercorrere un po’ la carriera di Andrea Pirlo. Al momento, chiaramente, sulle fasce è devastante perché può sfruttare la sua rapidità e la sua propensione al dribbling secco. Ma la flessibilità delle sue caratteristiche gli permetterebbe anche all’occorrenza di fare il vice Hamsik, consentendo così allo slovacco di tirare un po’ il fiato. Questa soluzione va senza dubbio vagliata bene prima di essere messa in pratica perché Russotto è ancora abbastanza leggerino dal punto di vista fisico, ma certamente può essere una freccia in più all’arco del tecnico del Napoli visti i buoni tempi di inserimento del ragazzo. Una critica però gli è dovuta: spesso in campo è troppo lezioso, perdendosi in virtuosismi belli da vedere (quando e se riescono) ma che restano comunque fini a se stessi.
Fatto sta che il calciatore si sta guadagnando la stima di tutti e Reja farà bene a tenerlo sempre più in considerazione per avere, al termine del prestito, una visione chiara sulle sue qualità, in modo da poter decidere con cognizione di causa se acquistarlo definitivamente dal Bellinzona o meno. Dal canto suo, Russotto, deve continuare ad allenarsi con caparbietà come sta facendo. E’ la mascotte del gruppo, sempre pronto a fare scherzi e qualche volta anche a subirli. Del resto i numeri per infiammare il San Paolo li ha tutti, ora sta a Reja e al suo staff farlo crescere nel migliore dei modi.
