ROMA – NAPOLI: SPERANDO CHE SIA SOLO GRANDE CALCIO!
Siete pronti? E allora cominciamo. Il tempo della ricreazione tra secchiello e paletta è finito, è giunto il momento di fare sul serio; da questo momento in poi basta con i castelli di sabbia, adesso si mettono le basi per i grandi imperi, quelli forti, robusti e splendidi.Napoli inizia la sua seconda stagione tra le mura giallorosse, è da qui che parte la consacrazione partenopea da squadra rivelazione a realtà di tutto rispetto. Napoli comincia dalla capitale con il vento in poppa, trascinato dall’entusiasmo acceso in Intertoto e galvanizzato da un ritorno al palcoscenico europeo ben quattordici anni dopo; quasi come fosse uno spot per insegnare ai bambini che tutto è possibile, anche passare dalla C1 all’Uefa in tre anni appena. Azzurri pronti al grande evento, sostenuti da una città straordinaria, capace di passare in pochi secondi dallo sconforto nel sapere che il prossimo avversario sarà il Benfica, alla straordinaria e unica positività di chi è consapevole che eliminando i quotati portoghesi, avrebbero un biglietto da visita non indifferente, quasi come la noia nel metter su una torta gigante, sia spenta dall’acquolina in bocca che porta il solo pensiero.
Comincia così il campionato azzurro, comincia a gonfie vele, dove i risultati riescono anche ad addolcire una campagna acquisti buona ma povera; ma la nuova storia, non comincia solo in questo modo. Roma – Napoli rievoca memorie di assoluta bellezza, di spettacolo puro, di folklore e agonismo, ma negli ultimi tempi, questa sfida, è diventata il pretesto giusto per qualche frustrato che accollandosi indegnamente il nome di “ultras”, sfoga la sua insoddisfazione sociale in un’assurda battaglia senza capo né coda, con la sola soddisfazione di fare del male, credendo di ricevere applausi o gagliardetti. Purtroppo, la madre degli idioti è sempre incinta e poco importa se veste d’azzurro o di giallo – rosso. La vigilia di Roma – Napoli, ha parlato poco di calcio e troppo di battaglie, paure e vendette che, unendosi all’incapacità di chi governa questo sport, crea un cocktail micidiale per una domenica di paura.Noi preferiamo parlare di calcio, quello vero, quello che porta emozioni per un gol, che lascia esultare o imprecare; ben vengano gli sfottò, quelli portano anche divertimento, ma speriamo davvero di poter parlare solo di quello accadrà sul terreno di gioco, perché di spettacolo, Roma e Napoli, ne promettono tanto.
Roma che si rifà il look, a discapito di Spalletti che mantiene il suo charme e le sue idee. Assenti Taddei e Totti, costringerà il tecnico a rivedere qualche uomo e anche qualche trama di gioco: 4-2-3-1 confermato con Doni (32) tra i pali; Riise (17) sulla sinistra, Mexes (5) e Juan (4) centrali, Cassetti (77) a destra; centrocampo formato dal regista Pizarro (7) e De Rossi (16); tre mezze punte con Perrotta (20) dirottato più sulla destra, Aquilani (8) nel mezzo e Vucinic (9) sulla sinistra; Julio Baptista (19) farà il suo esordio da punta centrale. Cosa cambia rispetto allo scorso anno? In chiave difensiva poco o nulla: Cassetti sarà chiamato perlopiù a spingere sul settore di destra mentre il norvegese Riise, opererà più movimenti a scalare verso il centro; in mezzo al campo bisognerà fare attenzione: Vucinic partirà da sinistra e spesso potrebbe affiancarsi al brasiliano ex Real Madrid, in compenso Perrotta potrebbe abbassarsi in copertura con Aquilani pronto mantenere la posizione fra le linee, in questo modo potremmo vedere una Roma più coperta con un 3-4-1-2. Naturalmente, ci sarà da sopperire una condizione fisica non ottimale, compito difficile per una squadra che fa del dinamismo e del gioco veloce il suo punto di forza.
Condizione fisica che non preoccupa il Napoli, anzi ne rende un’arma in più. Azzurri al lavoro da più tempo e con già qualche gara nelle gambe, sarà importante, quindi, sfruttare il contropiede che già fece male alla lupa la scorsa stagione. Reja non cambierà certamente mentalità e modulo; assenti Mannini e Bogliacino, a cui si aggiungono i confinati Domizzi e Savini: 3-5-2 con Iezzo (1) tra i pali; difesa a tre con Santacroce (13) sul settore di destra, Cannavaro (28) nel mezzo e Rinaudo (83) fresco di doppietta al Vllaznia sul centro sinistra; centrocampo scontato con Maggio (11) a destra, Blasi (8) sul centro – destra, Gargano (23) in qualità di ago della bilancia, Hamsik (17) sul centro – sinistra e Vitale (3) esterno mancino; attacco a tutto tango con Denis (9) e Lavezzi (7). Nel Napoli cambia poco o nulla: Vitale sarà più chiamato alla fase difensiva lasciando spazio per Hamsik con Maggio pronto a macinare chilometri sulla destra, Gargano fungerà da regista mentre Denis e Lavezzi saranno le due bocche di fuoco. Gli azzurri dovranno fare attenzione a due aspetti: Marek Hamsik, lo scorso anno, fece indemoniare la mediana romanista, adesso con la nuova posizione di Perrotta, il centrocampista slovacco potrebbe avere meno spazi, libertà che potrebbero godere sia Maggio che Vitale. In difesa, è bene fare attenzione alle palle alte e profonde dove Julio Baptista, potrebbe far valere tutta la sua potenza fisica, occhio anche ai tiri dalla distanza visto che la Roma, gode di tiratori del calibro di Pizarro, De Rossi, Aquilani e lo stesso Baptista. Potrebbe diventare fondamentale l’apporto di Gargano che, alzando perennemente i ritmi, potrebbe far valere la migliore tenuta fisica e la maggiore velocità azzurra.Tutti gli elementi ci sono, ne mancano solo due: la bella giornata di sport e…il fischio d’inizio!
