Lo Zibaldone azzurro: Napoli-FK Crvena Zvezda dalla A alla Z

Riviviamo la partita di ieri sera con il classico gioco dell’alfabeto
Amarezza per il gol subito nel finale che potrebbe risultare decisivo in caso di arrivo a 9 punti da parte di Napoli, PSG e Liverpool. Paradossalmente, anche con la vittoria, il discorso si complica…
Borjan- L’estremo difensore dei serbi compie subito un grande intervento su Mertens ma in seguito è costretto a raccogliere tre palloni in fondo al sacco. Aumenta il rammarico per quella gara d’andata.
Calo fisico e di tensione che si è verificato nella seconda parte di gara, rischiando di far rientrare in partita la Stella Rossa. Aspetti che non devono ripresentarsi nel prossimo impegno europeo in ottica qualificazione.
Delirio al novantesimo che manda in tilt tutti i tifosi e addetti ai lavori, ma purtroppo è soltanto un falso allarme. Bisognerà sudarsela fino alla fine.
Elemento di raccordo tra i due reparti: un’altra prestazione a tutto campo per Allan, che si scatena in particolar modo nel momento di difficoltà dei propri compagni.
Fisicità nell’area avversaria garantita dal terzo centrale difensivo, Maksimovic, che si rivela decisivo nella circostanza del vantaggio con una sponda aerea letale.
Gestione del punteggio che non è stata propriamente ottimale: la squadra in molti frangenti è stata lunga, rischiando di subire il pari per poi incassare il 3-1 che potrebbe pesare quanto un macigno.
Hysaj- È il minus del Napoli. Entra nella ripresa non correndo particolari rischi, tuttavia sono evidenti i limiti tecnici. Ingenuo nel finale, con un’ammonizione evitabilissima.
Illumina, ed è l’unico a farlo, la squadra con giocate sopraffine. Marko Marin dimostra di meritare ben altri palcoscenici con una prova davvero positiva. L’assist per Ben rappresenta la ciliegina sulla torta.
Lanci lunghi nella terra di nessuno: è ciò che produce il Napoli nell’ultima mezz’ora. Un minimo di preoccupazione c’è!
Migliore in assoluto: Marek Hamsik. La prova che sancisce la maturazione definitiva nel nuovo ruolo. Gol, assist e tante altre prelibatezze offerte dal capitano, finalmente in serata di grazia.
Nove punti in cinque gare, nessuno lo avrebbe mai potuto ipotizzare dopo quel pareggio di Belgrado. Un percorso straordinario che merita di arrivare alla meta con un’impresa ad Anfield.
Opportunità di giocarsela fino alla fine anche per i serbi che, seppur ridotte al lumicino, hanno qualche chance di qualificarsi in Europa League. Sarà battaglia su entrambi i campi.
Passano soltanto tre minuti dal vantaggio del Napoli a quello del PSG. Le felicità anticipate non rientrano minimamente nel DNA dei partenopei. Bisogna aspettare, fin troppo.
Quota 100 per il folletto Mertens. Il belga raggiunge la tripla cifra con una prestazione di altissimo livello. Non possono esserci più dubbi: è ancora lui il bomber azzurro.
Risultato che poteva essere ben diverso, considerando il divario tecnico tra le due formazioni e l’eccesso di leziosità con cui il Napoli ha giocato.
Sortite offensive sporadiche da parte degli ospiti, ma che trovano impreparata la retroguardia azzurra. In una di queste Albiol ci rimette le penne ed è costretto ad uscire.
Tenta di sbloccarsi più volte ma c’è sempre un ostacolo che si presenta improvvisamente. Callejon e la porta avversaria hanno perso il feeling di un tempo.
Undici dicembre: la data della verità che potrà dire moltissimo sul futuro di questo gruppo. Fondamentale andare avanti in Champions dal momento che in campionato tutto sembra essere già scritto.
Verticalizzazioni che si rivelano mortifere per gli uomini di Milojevic. Difesa in bambola e tris servito.
Zielinski- Entra negli ultimi quindici minuti di gioco ma non incide minimamente. Non ci siamo…


