Finchè c’è Lorenzo (vita), c’è speranza!

Come previsto e prevedibile, il Psg fa un sol boccone della Stella Rossa, e con un risultato assolutamente roboante, direi tennistico, mette il Napoli nella condizione di dover necessariamente battere il Liverpool, nel tentativo – complesso, per certi versi velleitario – di restituire un senso all’economia complessiva del prorio girone. Ancelotti cambia ancora: è 3-5-2, che in fase passiva diventa un più abbottonato 4-4-1-1. Perfetto il primo tempo, almeno dal punto di vista della tenuta difensiva. Nessun tiro in porta concesso ai reds, e non è roba di poco conto. Poche palle gol create, però: unico vero squillo il diagonale mancino di Insigne; poi una girata del macchinoso Milik, e nient’altro. Match combattuto, veloce, intenso: deludente il super tridente del Liverpool; tante verticalizzazioni per il Napoli, che si chiude bene, con mestiere ed organizzazione tattica, e riparte con qualità. Come a Belgrado, gli azzurri sciupano tantissimo, gettando alle ortiche una serie di occasioni dove è mancato sempre quel pizzico di cinismo e precisione per trovare l’angolo vincente. Stesso copione anche nella ripresa. C’è una sola squadra in campo. Ed è il Napoli. Che ci prova in qualsiasi modo, mantenendo sempre costantemente alta la concentrazione che non le permette di concedere campo ai contropiedisti di Klopp, notoriamente letali negli spazi. Manca la zampata del centravanti. Tantissimo sacrificio ed impegno da parte di tutti; poi la sfortuna, come se non bastasse, a strozzare l’urlo in gola ai 40 mila del “San Paolo”: traversa piena colpita da Mertens, che a colpo praticamente sicuro aveva scavalcato l’intervento di Alisson, che probabilmente era riuscito persino a sfiorarla. Sembra tutto perduto, finito; una qualificazione già difficile – dopo il sorteggio – e compromessa dal passo falso con la Stella Rossa, riacciuffata in extremis, quando meno te l’aspetti; con un colpo di coda: Lorenzo Insigne! In spaccata, per un soffio, un piccolo grande uomo con la 24 sulle spalle e la fascia al braccio, spinge l’ultimo pallone utile per tenere accesa la fiammella della speranza, e scongiurare la retrocessione in Europa League. Una azione straordinaria, al fotofinish: lungolina Mertens-Callejon, e cross forte e teso nel mezzo, che l’angelo azzurro riesce a capitalizzare in rete. Classifica capovolta: adesso è il Napoli a comandare il gruppo, con 4 punti, uno solo di vantaggio su Psg e Liverpool, costrette ad inseguire a 3. Decisivo, a questo punto, sarà proprio il doppio confronto con i francesi in programma subito dopo la sosta: una Champions tutta da vivere, sicuramente aperta, molto più di quanto ci si potesse aspettare. Dato per spacciato troppo presto, il Napoli si riprende quello che la sorte gli aveva negato al Marakana ed in parte (anche) stasera. Fino al minuto 90. Fino all’ultimo litro di benzina rimasto. Meno “di governo”, questa squadra ha dimostrato un gran cuore: si danna, corre, lotta e tira fuori la spada. Quando serve! Quando lo decide il campione. Lui. Lorenzo!

Alessio Pizzo

Studente in Comunicazione Digitale, appassionato di calcio, tecnologia e buone letture. Vanta già esperienza giornalistica con 100 *100 Napoli

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